Shaun the Sheep: operazione Z. U. C. C. A., la recensione: il piacere infinito dello slapstick animato
Shaun the Sheep: operazione Z.U.C.C.A. è slapstick, horror e B-movie in stop motion: l’Aardman ritrova l’anima più infantile, senza perdere intelligenza
Chiamateci nostalgici, ma ci sono poche cose che fanno stare bene un cinefilo come un film comico d’altri tempi, magari muto, avventuroso e veloce ma non frenetico, un film che definiremmo slapstick. È qualcosa che hanno perfettamente colto alla Aardman, lo studio d’animazione britannico che ci ha regalato alcune invenzioni letteralmente geniali come Wallace & Gromit. Ritroviamo il loro modo confortevole e bizzarro di fare cinema in Shaun the Sheep: operazione Z.U.C.C.A.
Un fattore peloso e zucche fuori misura
Con un titolo italiano insensato rispetto all’originale La bestia di Mossy Bottom, inventato per sfruttare l’uscita in zona Halloween, il film vede la pecora del titolo e il gregge alle prese con alcune invenzioni che dapprima rendono le loro zucche piuttosto grandi, ma poi finiscono per far crescere a dismisura i capelli del loro “fattore” (che è notevolmente meno intelligente degli ovini), tanto da farlo scambiare in città per un mostro che semina il panico.
Scritto da Mark Burton e Giles Pilbrow e diretto da Steve Cox e Matthew Walker, questo terzo lungometraggio sulla pecora rappresenta l’anima più infantile dello studio, senza per questo rinunciare all’intelligenza, al raffinato umorismo British e al gusto per l’azione che lo caratterizzano da più di trent’anni.
Da Buster Keaton a Thriller: l’amore per i generi
Soprattutto, non rinuncia all’appassionato amore per i generi ereditato dai fondatori Nick Park e Peter Lord: horror e fantascienza si rimescolano di continuo con lo spirito di pionieri come Buster Keaton. Il film comincia nientemeno che con un omaggio a Thriller di Michael Jackson e al suo videoclip, e prosegue mescolando tutto il B-movie possibile, dagli scienziati pazzi ai mostri distruttori, fino alla folla inferocita che minaccia il presunto mostro con le torce e i forconi mentre lui si divincola come King Kong.
Un film per i piccoli, e per chi li accompagna
Accanto a questo concentrato cinefilo, che permette a chi accompagna i piccoli di connettersi con un altro livello narrativo, Shaun the Sheep: operazione Z.U.C.C.A. parla anche agli spettatori bambini grazie all’immediatezza grafica dei personaggi, alle trovate comiche, alla dolcezza che illumina ogni svolta del film, baciato spesso dall’inventiva propria della stop motion, come da un gusto weird tipico della comicità UK che è perfetto per la comunicazione infantile.
Qualche ripetizione, ma il ritmo resta unico
Rispetto ai primi due film, questo fa un po’ più di fatica a trovare l’ispirazione, anche perché sembra ripetersi, ma quando azzeccano il passo Cox e Walker vanno dritti filati che è un piacere, con un ritmo di trovate e azione che ha pochi eguali nel mondo. Rischia di finire schiacciato dalla sovrabbondanza di film a tema di questo periodo, ma se per voi — e per i vostri piccoli cari — il cinema è questione di cuore e testa, prima che di occhi, il nuovo film Aardman non va dimenticato.