The Strangers
Una coppia in una casa isolata inizia a ricevere strane visite, che poi diventano attacchi feroci. Inizio molto interessante, seconda parte più convenzionale, per un horror al di sopra della media...
Recensione a cura di ColinMckenzie
TitoloThe StrangersRegiaBryan BertinoCastScott Speedman, Liv Tyler, Gemma Ward, Kip Weeks, Laura Margolis, Glenn HowertonUscita2 gennaio 2008
Poi, il montaggio non è frenetico come ci si potrebbe aspettare, espediente utilizzato spesso per creare una tensione artificiale ma poco convincente. Così come la fotografia (del veterano Peter Sova) non cerca un'eleganza patinata a tutti i costi. Insomma, si ha l'impressione di assistere, più che a una pellicola moderna, a un prodotto uscito dagli anni settanta, magari un Non aprite quella porta meno violento e più d'atmosfera. Così come sembrano evidenti i rimandi a prodotti come Funny Games, per fortuna senza soluzioni appariscenti e imbecilli come la videocassetta rimandata indietro. E il fatto che la storia venga raccontata in flashback, dopo aver visto armi e sangue, non diminuisce la tensione della prima mezz'ora, davvero efficace e ben fatta.
Il merito va anche ai due protagonisti Liv Tyler e Scott Speedman, che come detto hanno il pregio di non essere la solita coppia adolescenziale, ma una con dei problemi e in una situazione oggettivamente complicata, che all'inizio sembra portare più verso la pellicola sentimentale che l'horror in senso stretto. Insomma due personaggi non piatti, ma costruiti discretamente (almeno per la media di prodotti di questo tipo) e che suscitano un interesse da parte dello spettatore. Liv Tyler, in particolare, compie un ottimo lavoro, considerando i tanti momenti in cui rimane a recitare completamente da sola.
Ah, già che ci siamo, rassicuriamo tutti. Nonostante le scritte iniziali, il film non è basato su una storia vera, anche perché altrimenti avrebbe ricevuto cause penali pesanti. Ovviamente, questo non vuol dire che non sia ispirata a fatti realmente accaduti (il regista parla soprattutto degli omicidi di Charles Manson). Ma le dichiarazioni iniziali ovviamente sono più una scelta di marketing à la Blair Witch Project che altro...