Susine e il dormiveglia vol. 1: Nella luce, la recensione
Abbiamo recensito per voi Susine e il dormiveglia vol. 1: Nella luce, di Bruno Enna e Clément Lefèvre
In modo non dissimile, con Susine e il dormiveglia Bruno Enna e Clément Lefèvre ci immergono in un nuovo universo raccontando una favola per adulti sospesa tra più mondi. La protagonista è Susine, una bambina che ama fare voli pindarici ascoltando le storie dall'amata nonna. Il mondo reale, però, non è sempre rose e fiori, e per questo la bambina si troverà presto a oltrepassare il confine che le schiuderà le porte di una nuova realtà davanti agli occhi. Come da tradizione, sarà un oggetto fisico a fare da ponte tra i mondi, rappresentando con la sua mutazione la tangibilità del cambiamento in atto.
Il disegnatore, già all'opera su La spaventosa paura di Epiphanie Frayeur, unisce il suo stile fatto di delicati toni pastello alla narrazione dello storico sceneggiatore di Topolino, esperto conoscitore del linguaggio trasversale che coinvolge lettori di ogni età. Le parole di Enna sono la voce narrante in prima persona, mentre le illustrazioni di Lefèvre propongono un punto di vista esterno alla vicenda. I testi sono calati all'interno delle immagini senza comprometterne la fruibilità; anzi, rendono la lettura più scorrevole. La scelta di un carattere tipografico non strettamente riconducibile ai racconti per l'infanzia, unita alle dimensioni ridotte delle caselle di testo, confermano che la storia è destinata davvero a chiunque.
Questo volume d'apertura offre sia una panoramica sulla famiglia di Susine, sia uno sguardo approfondito sul mondo del Dormiveglia, sulle creature che lo popolano e sui curiosi viaggi di andata e ritorno tra la diverse realtà. Se a un primo impatto la storia potrebbe ricordare un'esperienza libera e onirica, osservando meglio alcuni passaggi specifici appare chiaro che l'intera vicenda abbia un peso emotivo di gran lunga maggiore. Ad esempio, non è un caso che i concetti di felicità e tristezza vengano declinati in entrambi i mondi, come non sono casuali le connessioni tra gli eventi dell'una e dell'altra realtà.