Tex 688: Il messaggero cinese, la recensione
Abbiamo recensito per voi Tex 688: Il messaggero cinese, opera di Pasquale Ruju e Ugolino Cossu
Classe 1971, ha iniziato a guardare i fumetti prima di leggerli. Ora è un lettore onnivoro anche se predilige fumetto italiano e manga. Scrive in terza persona non per arroganza ma sembrare serio.

È certamente solo una curiosa ma intrigante casualità se entrambi gli albi di febbraio dei due personaggi Bonelli che vedono Mauro Boselli quale loro editor responsabile, ovvero Dampyr e Tex, condividano il tema di fondo: com'è accaduto pochi giorni fa in Chinatown, di Claudio Falco e Luca Raimondo, ne Il messaggero cinese, di Pasquale Ruju e Ugolino Cossu, vediamo infatti il protagonista alle prese con la Triade.
I due pard finiscono per caso in questa avventura dopo aver salvato da alcuni banditi il giovane Charlie Xu e decidendo di accompagnarlo fino a destinazione. Si entra nel vivo del fumetto e dell'azione sin dalle prime pagine, nonostante il soggetto di Ruju venga appena accennato e sfoci il prossimo mese nella storia Paura a San Diego. Con l'abilità che lo contraddistingue, lo scrittore di origine sarde intesse una trama che si dipana pian piano, nella quale il lettore scopre insieme ai suoi eroi l'intrigo che si fa sempre più fitto e ricco di risvolti.
Cossu, disegnatore che per i fan di Dylan Dog non ha bisogno di presentazioni, è all'esordio sulla testata regolare di Tex: tramite il suo segno essenziale e pulito fornisce un'immagine granitica e iconica di Aquila della Notte, un'interpretazione stilistica perfetta affiancata da un dinamismo e una recitazione ineccepibili.
