The Legend of Zelda: Ocarina of Time - Perfect Edition, la recensione
J-POP ripropone in volumi Perfect Edition i manga della celebre saga videoludica fantasy The Legend of Zelda
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
Si comincia con Ocarina of Time, il fumetto con cui la coppia di autrici si è avvicinata alla celebre saga fantasy Nintendo, considerata ancora oggi da molti il videogioco più bello di tutti i tempi. Il fascino delle avventure di Link però, a differenza di molti altri titoli dello stesso genere, non risiede unicamente nel meccanismo ludico o nelle situazioni in cui il protagonista si ritrova, ma anche in una trama corposa che è riuscita a sorprendere ed emozionare milioni di persone.
Tenendo conto dello spazio limitato, il risultato è ammirevole: il manga riesce nell'impresa di condensare un'enorme carrellata di ambientazioni e personaggi, toccando i punti salienti della trama in modo da non apparire affrettato e facendo anche empatizzare con i protagonisti, così da emozionare il lettore in più momenti. Chi non ha mai giocato a Ocarina of Time apprezzerà la trama e lo scorrere degli eventi gli apparirà naturale; chi invece ha vissuto l'esperienza videoludica coglierà tutti gli eventi sacrificati e potrà soffrire per la rapidità con cui vengono risolti i singoli dungeon, ma avrà comunque un'occasione per ripercorrere rapidamente l'intera vicenda senza dover trascorrere decine di ore con il joypad in mano.
Il design grafico dei personaggi, delle creature e delle location è affascinante, in grado di riprodurre ed evolvere una grafica poligonale che risale alla fine degli anni '90 e oggi su schermo inevitabilmente appare superata; questo effetto invecchiamento non intacca invece la versione cartacea, realizzata con uno stile manga classico dal tratto pulito e dettagliato. In particolare va apprezzato il lavoro fatto su Link, che nel videogioco non proferisce mai parola (o meglio, nei dialoghi non vengono mai mostrate le sue parole) e ha un'espressività limitata; qui invece è un personaggio a tutto tondo, cosa che non fa trasparire questa caratteristica a chi non ha mai giocato alla serie, ma al contempo risulta coerente ai videogiocatori che conoscono la versione originale. Un equilibrio per nulla scontato da realizzare.