The Professor 2: Revenant, la recensione
Abbiamo recensito per voi il secondo numero di The Professor, opera di Giancarlo Marzano e Francesco Mobili
Classe 1971, ha iniziato a guardare i fumetti prima di leggerli. Ora è un lettore onnivoro anche se predilige fumetto italiano e manga. Scrive in terza persona non per arroganza ma sembrare serio.
A chi ama la pittura, questo nome dirà sicuramente qualcosa; si tratta infatti del villaggio dove visse Claude Monet fino alla sua morte, avvenuta nel 1926. Il maestro impressionista, apprendiamo da queste pagine, è un caro amico di Benjamin Love, che ha conosciuto nel corso di un viaggio in Inghilterra e che lui stesso ha contattato per via di alcuni strani casi di morte apparente, verificatisi di recente a Giverny e nei paesi vicini.
Giancarlo Marzano riesce a tessere una trama assai intrigante attraverso una sceneggiatura fluida, ben articolata e, su una gabbia a schema libero, elabora un meccanismo narrativo programmato per scattare nel finale con il doveroso colpo di scena. I casi di vampirismo e di non morti erano eventi tutt'altro che rari nel '800, registrati dalla cronaca di allora in tutta Europa; ma il vero tema di Revenant, sebbene cupo e terrificante, riguarda tutt'altro.
A un veterano delle sceneggiature come Marzano, che i fan di Dylan Dog conoscono bene, risponde ai disegni un giovane talento agli esordi su una serie a fumetti: Francesco Mobili, classe 1991. Difficile da credere osservando la padronanza del tratto, della mimica, del movimento e della regia; il disegnatore marchigiano è una piacevole scoperta e, ne siamo certi, sentiremo ancora parlare di lui.