The Shannara Chronicles 2x01, "Druid": la recensione
The Shannara Chronicles torna con una season première dalle atmosfere molto più cupe e cruente di quanto la prima stagione ci avesse mostrato
Per nostra fortuna, Druid è puntuale nell'introdurre i nuovi contesti in cui ritroviamo i personaggi che avevamo salutato nel 2016: Wil (Austin Butler) sembra voler sfuggire al proprio destino d'erede di Shannara, impegnandosi nello studio delle arti mediche presso un campo di guaritori gnomi; Eretria (Ivana Baquero) vive con la fidanzata Lyria (Vanessa Morgan) in un una comunità stanziatasi nella ex San Francisco, a cui capo troviamo Cogline (Andry Grainger); Allanon (Manu Bennett) duella ancora con Bandon (Marcus Vanco), dato che il giovane continua a subire l'influsso della malefica spada del Signore degli Inganni, ch'egli intende riportare in vita.
Ancora una volta, Eretria si conferma il personaggio più interessante tra i due giovani protagonisti rimasti in vita - dell'ormai "eternata" Amberle (Poppy Drayton) resta il ricordo e lo spirito, che non manca di visitare i suoi antichi alleati con visioni che spaziano dal sogno erotico al presagio - forte di una performance di fresca naturalezza offerta da Ivana Baquero. Ben meno incisiva la prova di Butler, tuttora penalizzato dall'inconsistenza psicologica del suo Wil, che speriamo possa guadagnare punti in carisma nel prosieguo della stagione.
Innumerevoli le licenze rispetto al materiale letterario d'origine, a partire dall'introduzione del personaggio di Mareth (Malese Jow), la cui storia nei libri di Brooks ha luogo svariati secoli prima degli eventi narrati in Le Pietre Elfiche di Shannara, romanzo sui cui protagonisti è stata basata la prima stagione dello show. Osserviamo, inoltre, l'evoluzione di Bandon, creato ex novo dagli autori della serie tv ed elevato, in questa season première, a probabile villain di quest'anno.