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The Shards, la recensione: tradire o non tradire il romanzo di Bret Easton Ellis?

Ryan Murphy porta l'opera di Bret Easton Ellis sul piccolo schermo con una limited series in streaming su Disney+. Ecco le nostre considerazioni su The Shards.

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“La gente ha paura di cacciarsi nella mischia delle autostrade di Los Angeles. È la prima cosa che sento dire al mio ritorno in città”. Sono le prime righe di Meno di Zero, il fulminante romanzo d’esordio di Bret Easton Ellis, del 1985. Partiamo da qui per raccontarvi The Shards, la serie tratta dall’ultimo romanzo di Ellis, uscito in Italia con Einaudi nel 2023 con il titolo Le schegge. Lo show adattato da Ryan Murphy e dallo stesso Ellis è in streaming su Disney+ dal 6 agosto. The Shards vede in scena un giovane Bret Easton Ellis nel 1981, intento nella scrittura di quel suo primo romanzo, Meno di Zero, ed è per questo che tutto ha un fascino così particolare.

È un libro che ci proietta nel momento della creazione di quel romanzo eccezionale. Ed è un protagonista che è proprio lui, lo scrittore, colto a quei tempi - anche se tutto quello che gli accade è pura finzione. È per questo che eravamo molto curiosi di vedere la serie tratta da The Shards: curiosi di capire se anche la serie potesse portarci in quel mondo. Per lunghi tratti, la serie di Ryan Murphy sembra davvero ricreare le atmosfere del libro - e anche rendere giustizia a Meno di Zero, il cui adattamento filmico di fine anni Ottanta non era stato all’altezza. Però…

Chiedi chi era Robert Mallory

Los Angeles, 1981. La vita di un gruppo di diciassettenni californiani che frequentano l’elitaria Buckley School viene sconvolta dall’arrivo di un ragazzo tanto affascinante quanto disturbato e perverso. Il suo nome è Mallory, Robert Mallory. E, proprio nei giorni del suo arrivo, un serial killer sta seminando terrore in città. Cosa nasconde Robert Mallory? E qual è il suo legame con il serial killer? A pensare che in lui ci sia qualcosa che non va è proprio Bret Easton Ellis, liceale che sta scrivendo il suo primo romanzo.

Immergersi nelle atmosfere del romanzo

Una scena di The Shards - @Disney+

Inizia molto, molto bene la trasposizione in immagini di The Shards. Una delle prime scene è quella del primo incontro tra Bret Easton Ellis e l’ancora sconosciuto Robert Mallory, nel buio di una bellissima sala cinematografica, alla prima visione di Shining. È una delle pagine più belle del libro e vederla su schermo vuol dire davvero veder prendere vita quelle immagini elaborate durante la lettura. Sarà così per tutta la ricostruzione dell’atmosfera e degli ambienti: le high school americane, gli eleganti ristoranti, le proverbiali feste nelle ville con piscina a base di alcol e cocaina. Da questo punto di vista, il mondo della Los Angeles di Bret Easton Ellis è dipinto alla perfezione. E in questo senso The Shards è una serie immersiva.

Una delle scelte vincenti è stata mantenere la voce narrante di Bret Easton Ellis, cosa che permette di entrare nell’interiorità del protagonista. È perfetta anche la scelta dei corpi che danno vita ai personaggi del libro: Igby Rigney è un Bret bello ma insicuro, e la scelta è riuscita. Kaia Gerber è la bellissima Susan a Homer Gere è il tenebroso Robert: i due sono i figli rispettivamente di Cindy Crawford e Richard Gere e il fascino e il sex appeal ce l’hanno nel Dna. Il sex appeal ce l’ha anche Hayes Warner, popstar prestata alla recitazione, che è impeccabile nel ruolo di Debbie, la fidanzata di Bret. I suoi genitori sono interpretati da Wes Bentley, che aveva esordito in American Beauty, ed Evan Rachel Wood, perfetta nella sua parte.

The Shards, tra Meno di Zero e American Psycho

The Shards è un romanzo molto particolare. È il migliore di Bret Easton Ellis da molti anni a questa parte e vive su un trucco molto interessante. È scritto come se fosse un’autobiografia – il protagonista è lo scrittore stesso, Bret Easton Ellis, nel 1981, nell’atto di scrivere il suo primo romanzo, Meno di Zero – ma la storia, un noir, è completamente inventata. Eppure, pur in una storia di finzione, Ellis riesce a mettere molto di sé, del suo mondo, della sua interiorità, di quello che accadeva intorno a lui nella dorata Los Angeles dei primi anni Ottanta.

La storia di The Shards è una riuscita fusione di due delle sue opere più belle: Meno di Zero, per l’afflato esistenzialista e il senso di disillusione di una lost generation, e American Psycho, per l’efferatezza dei delitti e un certo tocco di satira sociale.

Bret Easton Ellis e Ryan Murphy, diversi tipi di eccesso

Una scena di The Shards - @Disney+

La trasposizione seriale di The Shards ha due anime. C’è quella dell’autore del libro, Bret Easton Ellis, caustica, minimalista, tagliente. Poi c’è quella di Ryan Murphy, uno dei maestri della serialità di oggi (American Horror Story, Hollywood, The Beauty), narratore barocco ed esagerato. I due hanno firmato insieme l’adattamento. Murphy ha decisamente in sé il tocco dell’horror, lo dice il suo curriculum. È però un autore portato sempre verso l’eccesso. E qui nasce il delicato rapporto con la materia di Bret Easton Ellis - che l’eccesso lo ha già in sé, lo ha sempre avuto già dal suo primo libro.

È un eccesso a suo modo controllato, scarno, freddo, un eccesso calato nella normalità. Quello di Ryan Murphy invece cerca sempre il fuori norma, il sopra le righe. E per tutta la prima parte, quella più fedele al romanzo, Murphy l’eccesso non ha bisogno di metterlo in scena, perché è già tutto nell’opera di partenza. Poi qualcosa cambia.

Horror reale, ma anche interiore

The Shards è una storia di ossessioni e paranoie, un horror che è reale ma anche interiore. Perché sì, lì fuori c’è qualcuno che uccide, ma i mostri sono anche dentro. È la storia delle inquietudini che vivono, negli adulti e nei ragazzi, sotto una superficie scintillante e dorata. Quel senso costante di pericolo, di paranoia, di accerchiamento, di osservazione costante che c’è nel romanzo di Bret Easton Ellis, nella serie The Shards arriva però solo a corrente alternata.

Manca anche quel sesso sfrenato e libero dei libri – qui è accennato, ma man mano finisce per sparire - che non è mai fine a se stesso ma parte della vita e del modo di esprimersi dei protagonisti, della loro identità. La storia, man mano che procede, prende altre strade rispetto al libro di Ellis, e sembra diventare una sorta di sfida tra gli adulti e i ragazzi. Sia chiaro, in Bret Easton Ellis i genitori sono continuamente assenti, egoisti, egoriferiti. Ma i ragazzi sembrano accettare la cosa, non curarsene, subirne i danni senza avere davvero una reazione consapevole.

Tradire un’opera è il modo migliore per esserle fedeli, ma…

Una scena di The Shards - @Disney+

Il punto è che se il 1981 è stato un anno fondamentale nella vita di Bret Easton Ellis, lo è stato anche in quella di Ryan Murphy, che allora aveva 16 anni. È normale che, avendo la possibilità di viaggiare in quell’epoca abbia voluto inserire molto di sé. Si dice che tradire un’opera sia il modo migliore per esserle fedeli, ma qui ci sembra che ci sia la volontà di tradire l’opera per tradirla. In The Shards, la serie, finiscono probabilmente anche le ossessioni di Ryan Murphy.

Il fatto è che le ossessioni di Bret Easton Ellis sono più interessanti. E, nel libro, raccontate meglio. Sono già perfette così: dentro c’è tutto un mondo. The Shards, allora, soddisfa per la messa in scena ma lascia un po’ l’amaro in bocca per il senso globale del film. Il finale, aperto, è diverso da quello del libro. E molte scene chiave sono rimaste fuori dalla serie. Ma potrebbe voler dire anche che la storia va avanti. Nel caso, continueremo a guardarla volentieri.

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