Twin Peaks 3x04 "The Return, Part 4": la recensione
Con il quarto episodio Twin Peaks torna ad una scrittura e a situazioni più vicine alla serie classica, mentre sullo schermo rivediamo parecchi volti noti
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"…brings back some memories."
La sua apparizione, così come quella di Patrick Fischler e di Robert Forster (il nuovo sceriffo Truman), è un nervo scoperto nella mente dello spettatore, sul quale la serie gioca per costruire legami ideali con Mulholland Dr. Ancora una volta, Twin Peaks fa un passo indietro e l'universo cinematografico di David Lynch torna alla ribalta.
In generale si tratta di un episodio molto consapevole, anche nel modo in cui rimette di fronte alla telecamera il personaggio di Denise, sempre interpretata da David Duchovny. Anche qui si riprende un personaggio quasi cult – come tutto nella serie originale – e gli si concedono alcuni minuti di gloria, chiusi da un'inquadratura sospesa che dovrebbe fungere quasi da addio. Qualcosa che anche in questo caso deve rassicurarci sull'esistenza di questo personaggio, dare concretezza e sicurezza al mondo, prima di rituffarsi nella storia.
Dispiace un po' vedere il personaggio di Cooper così passivo e diverso dal solito. Certo, il "ritorno" di cui si parla è anche il suo, e un momento di spaesamento ci sta, ma sarebbe bello rivedere lampi del meraviglioso personaggio che è stato. Qualcosa qui c'è: il caffè, il pollice che fa l'ok, ma in modo un po' egoista vorremmo qualcosa di più. Infine, Gordon e Albert incontrano il finto Cooper, fermato dopo l'incidente in auto. Nel racconto dell'uomo ritorna il nome di Phillip Jeffries (lo scomparso David Bowie), l'agente dell'FBI che appare all'inizio di Fuoco Cammina con Me. Scomparso a Buenos Aires alla fine degli anni '80, ricomparso anni dopo e di nuovo svanito nel nulla. E ancora un riferimento ai Blue Rose, dopo quello nel terzo episodio.
Se da un lato ci piace molto la scelta di tornare al Bang Bang Bar e chiudere ogni episodio con un gruppo sul quale lasciar scorrere i titoli di coda, al tempo stesso vorremmo sentire maggiormente la colonna sonora originale. Magari utilizzarla in modo così preponderante come nelle due stagioni classiche oggi non funzionerebbe, ma a piccole dosi fa piacere: ecco perché la scena di commozione di Bobby sulle note del tema di Laura Palmer è una delle più forti della puntata.