Un'estate al mare
Tanti comici conosciuti impegnati in un'operazione per portare la gente al cinema d'estate. O per tenerla lontana, considerando che non si ride quasi mai. Con l'elenco delle frasi più folli e i voti agli episodi...
Recensione a cura di ColinMckenzie
TitoloUn'estate al mareRegiaCarlo VanzinaCastUn'estate al mare è forse il più importante film italiano dell'anno. No, seriamente. Se parliamo di importanza artistica, ovviamente era difficile avere grandissime aspettative su questo prodotto. Ma a livello commerciale (quindi, aspetto forse anche più importante) Un'estate al mare sembra un film spartiacque per quanto riguarda le sorti del cinema italiano. Infatti, è un tentativo di prendere lo stesso pubblico che affolla le sale a Natale in cerca di risate facili e convincerlo ad andare al cinema anche con il caldo. Insomma, un prodotto che può veramente lanciare l'estate italiana o mandare in soffitta (forse a livello definitivo) l'idea che da giugno a metà agosto il pubblico italiano voglia andare in sala.
Purtroppo, Un'estate al mare molto difficilmente farà il miracolo di invertire la tendenza che vede il pubblico italiano sulle spiagge vere e non ad assistere a quelle proposte sul grande schermo. Si potrebbe ironizzare sui Vanzina che scopiazzano I mostri del compianto Dino Risi e altre pellicole della commedia all'italiana (tanto il pubblico più giovane non li conosce) per realizzare quelle che in sostanza sono soltanto delle barzellette dilatate. Si potrebbe parlare della recitazione pessima, in cui ci si affida unicamente all'estro degli interpreti (che, peraltro, non sono proprio in palla). O alzare gli occhi al cielo di fronte a tante scene senza logica e un minimo di narratività. Senza dimenticare, nel confronto con tante pellicole trash anni settanta, come qui gli orrendi protagonisti maschili debbano tutti (o quasi) far centro con le bellone di turno.
Comunque, ecco il parere su ogni episodio, con relativi voti:
Il conte di Montecristo: Lino Banfi improvvisa a piene mani, con gli stessi risultati (miseri) de L'allenatore nel Pallone 2. Victoria Silvstedt tanto deve solo far vedere quanto è alta e procace (98 centimetri, come ripete in continuazione il 'marito'). Trama prevedibilissima, morale che vorrebbe essere amara e che invece non dice molto (come avverrà anche con l'episodio di Salvi).
Voto: 4
Voto: 4,5
Traffico sulla Pontina: La coppia Nancy Brilli - Enrico Brignano è assurda e lui non sembra proprio a suo agio (tranne quando non va a ruota libera). Una scena sarà assolutamente incomprensibile per chi non vive a Roma (anche se i Vanzina forse non lo sanno, circa il 96% del pubblico italiano). Il finale è telefonatissimo. In sostanza, non succede niente...
Voto: 3,5
L'isola dell'amore: Vedere un personaggio che si finge gay non è l'idea più originale del secolo, ma almeno ha un senso comico. E la Seredova recita decentemente. La trama è anche questa volta scontata, ma dopo i primi tre episodi risulta quasi decente. Se fossi il responsabile della Air One, comunque, chiederei i danni per la 'pubblicità' fatta dalla ditta.
Voto: 5
Voto: 4,5
Extralarge: Ezio Greggio ritiene che ripetere le battute del Drive In e di Striscia la notizia sia una garanzia di risate al cinema. Anna Falchi interpreta una musicista che ha suonato alla Scala e forse lo farà al Metropolitan. La scena clou, forse per citare Bach o Beethoven, è una sinfonia di scorregge. E' in lotta con Traffico sulla Pontina come peggior episodio del film. A mio parere, la spunta.
Voto: 3
La signora delle camelie: Va detto subito che l'idea su cui è basato tutto questo episodio è sostanzialmente una riproposizione del mitico sketch di Proietti in Febbre da cavallo, in cui non riesce a recitare nello spot di un whisky. Insomma, nulla di originale, ma sarà il talento indiscutibile dell'attore, sarà la pochezza del resto, almeno l'ultimo capitolo strappa la sufficienza. Peccato non sfruttare maggiormente Micheli (peraltro, protagonista di una scena dopo i titoli di coda inspiegabile), che sembrava decisamente in palla.
Voto: 6
- "Sono arrapeto come un pinguino tunisino" (Lino Banfi)
- "Mi inchiappetto pure Platinette e te lo metto per iscritto" (Massimo Ceccherini)
- "Se rinasco, me lo taglio e lo metto nella cassetta della posta". "Prima lo devi trovare" (Enrico Brignano e Nancy Brilli)
- "Sei un architetto con due palle così" (Elena Seredova)
- "Mazza che paghetta micragnosa che ti ha dato, che pensa che vivi a Tirana?" (Enzo Salvi)
- "Bella violinista da violare". "Facciamo un concerto da camera e mi suoni l'archetto" (Ezio Greggio)
- "Co' sti cazzi che c'ho per culo adesso vengo a teatro per pensare" (Gigi Proietti)