Valzer con Bashir
Un regista ricorda il suo periodo nell'esercito durante la guerra in Libano negli anni ottanta. La fusione tra documentario e cartone visionario non sempre è perfetta, ma ci sono diversi momenti straordinari...
Recensione a cura di ColinMckenzie
TitoloValzer con BashirRegiaAri FolmanVoci originali
Ron Ben-Yishai, Ronny Dayag, Ari Folman, Dror Harazi,Yehezkel Lazarov, Mickey LeonUscita9 gennaio 2008
Quello che invece rimane di attualità è lo sguardo verso la guerra di qualcuno che l'ha fatta veramente e che può esprimere nel modo migliore tutto l'orrore e la stupidità di un conflitto. Valzer con Bashir probabilmente si è conquistato un posto tra le pellicole belliche che maggiormente rimangono impresse allo spettatore e che tra 50 anni verranno considerate dei classici. Ma se questo vi fa pensare a una pellicola ultrarealista, è il caso di cambiare decisamente idea.
Valzer con Bashir è senza ombra di dubbio una delle pellicole più visionarie degli ultimi anni. Grazie a delle immagini oniriche di incredibile potenza (dei cani inferociti, un'immensa donna nuda in mare, degli uomini che emergono da una spiaggia), il film riesce a risultare a tratti particolarmente inquietante, in altri casi quasi ironico. In effetti, la particolarità di questa pellicola (e che lo rende per certi versi simile a un titolo come Apocalypse Now) è riuscire a rendere 'incredibili' e visionari anche dei momenti realmente avvenuti. Penso al ritorno a casa del protagonista, alla 'videocassetta' e al valzer che dà il titolo al film. Ma forse il momento più memorabile è la macchina che non si riesce a colpire, una metafora perfetta del lungo conflitto tra palestinesi e israeliani.
Una menzione importante va al lavoro svolto a livello tecnico. E' chiarissimo che il budget della pellicola non è imponente e questo è evidente in certi movimenti rigidi dei personaggi. Ma lungi dall'essere un difetto, questo handicap risulta quasi proficuo per la pellicola, a cui conferisce un tono particolare e nervoso decisamente adatto. E comunque, anche così il lavoro sulla fotografia è notevole e assolutamente non banale, come avviene pertanti piccoli particolari (il sangue buttato a secchiate, un carro armato che distrugge qualsiasi cosa che incontra) che ci aiutano a capire meglio l'atmosfera della situazione. L'impressione, peraltro, è che un film del genere andrebbe ascoltato con le voci originali. Il doppiaggio italiano è discreto, ma visto che in quel caso c'erano le voci delle persone reali che raccontano questi fatti, non sarebbe stato male poterselo godere in quel modo.
Insomma, Valzer con Bashir è sicuramente uno dei principali contendenti all'Oscar per il miglior film straniero. Da quel poco che ho visto nella categoria, anche il più meritevole...