Velvet vol. 1: Prima che giunga la fine, la recensione
Abbiamo recensito per voi Velvet vol.1: Prima che giunga la fine, primo capitolo della spy-story a fumetti realizzata da Ed Brubaker e Steve Epting
Il duo, che dimostra un costante affiatamento molto vicino alla perfezione, dà vita a una spy-story emozionante e romantica, che racchiude nella sua stessa natura tutti quegli elementi che hanno fatto di questo genere qualcosa di grande e bello, dalla letteratura al cinema.
Quando si tratta di scrivere una storia di spionaggio, crimine e mistero nell'ambito della Nona Arte, vi sono pochi in grado di eguagliare il talento di Ed Brubaker. Lo sceneggiatore è sempre magistrale nel tessere una trama densa, ma scorrevole, che appassiona dalla prima all'ultima pagina. In Velvet non manca nessuno di quegli elementi che rendono pregevole una spy-story, dagli intrighi internazionali, a una buona dose di action fatta di lotte corpo a corpo, sparatorie, inseguimenti, oltre che alla componente sensuale. I primi cinque capitoli della serie sono essenziali e accattivanti, e nulla di ciò che ci viene raccontato risulta essere una nota stonata, nella melodia immaginata dall'autore. Se Brubaker ha detto addio al fumetto supereroistico per scrivere qualcosa come Velvet, senza dimenticare i vari Criminal e Fatale (solo per citane due), possiamo solo goderne.
Componente importantissima che rende Velvet un fumetto assolutamente da leggere è sicuramente la parte grafica, affidata alle sapienti mani di Steve Epting. L'artista è quantomai adatto a un fumetto dall'ambientazione noir e vintage, grazie al suo stile realista e dinamico, dal taglio fortemente dark. Il disegnatore si dimostra estremamente capace di realizzare una storia ambientata nel passato e in diverse location, ricostruite con una cura minuziosa, cosa che consente al lettore di immergersi a pieno nelle atmosfere oscure e urbane di questa storia. Lo storytelling è preciso e puntuale, e si traduce in una costruzione della pagina assai precisa.