Venezia 69: Forgotten, la recensione
Presentato Fuori Concorso al Festival di Venezia, Forgotten dimostra che l’horror tedesco continua la sua lenta risalita verso il cinema di genere...
Il cinema horror tedesco non è tra i più noti al mondo, sembra sempre che dopo i soliti espressionisti (Murnau, Lang e Wien) poco o nulla sia stato realizzato.
Due amiche ritornano sull’isola su cui un tempo erano solite passare le vacanze. Il ritrovarsi dopo tanto tempo assieme permetterà ad entrambe di ricollegarsi con un episodio che sembrava stato dimenticato, ma che si era nascosto solo nei recessi della loro mente e che ora è pronto ad inserirsi nelle vite di entrambe, vittime o carnefici che siano.
Girato in sole quattro settimane, Forgotten (Du hast es versprochen è il titolo originale, che tradotto significa Tu me l’hai promesso) segna l’esordio alla regia di una cineasta berlinese di soli 34 anni, Alex Schmidt. La storia non ha nulla di particolarmente originale, gli elementi sono i soliti, uno spazio angusto e misterioso, le bambine, un segreto che ritorna, ed il film li mette assieme senza particolare inventiva, ma comunque senza cadute di stile o momenti morti.