#vengoanchio voll. 1 - 2, la recensione
Abbiamo recensito per voi i primi due volumi di #vengoanchio, serie italiana supereroistica
Alpinista, insegnante di Lettere, appassionato di quasi ogni forma di narrazione. Legge e mangia di tutto. Bravissimo a fare il risotto. Fa il pesto col mortaio, ora.
Si intitola #vengoanchio il fumetto di cui vi parliamo oggi e, se avevate pensato che fosse una citazione da una famosa canzone del compianto Enzo Jannacci, avete preso un granchio. Quella degli sceneggiatori Francesco Matteuzzi e Luca Mazzocco è un'inusuale e imprevedibile serie di super eroi con un po' di erotismo dentro, esibito, divertito, sfacciato e adolescenziale. Proprio quell'eros da film americano sporcaccione, quello da immaginario da due soldi da studenti delle scuole medie, vissuto da una serie di personaggi irrealisticamente privi di ogni inibizione, liberissimi nella loro condotta sessuale e più o meno ossessionati dall'umorismo che attorno al sesso gravita.
Matteuzzi e Mazzocco fanno gli idioti, ma non sono affatto degli stupidi. Come già detto, sono estremamente consapevoli del materiale che hanno per le mani e sono bravi a gestirne le implicazioni, a giocare a carte scoperte, a citare il Cinema, la Letteratura, il Fumetto del passato e del presente sia nei dialoghi che nelle situazioni del racconto. Negli episodi di #vengoanchio, che hanno sia una natura autoconclusiva che legami dovuti alla trama generale, l'esibizione di una certa immaturità ironica e della facilità della battuta è messa in primo piano. Gli autori vogliono un po' essere provocatori e un po' semplicemente divertirsi; cosa buona per noi, risultano spesso divertenti anche per il lettore. La battuta crassa è quella che abbiamo fatto mille volte da quindicenni. Lo spirito della storia e la voglia di recuperare quell'umorismo adolescenziale per sdoganarlo, per affermare con forza che non è qualcosa di cui dobbiamo vergognarci, sono interessanti e convincenti.
#vengoanchio ci incuriosisce soprattutto per questo, perché rende realmente realistica, da questo punto di vista, la vita di un giovane super eroe in età scolare. Ma com'è che gli adolescenti di turno, morsi da ragni radioattivi o benedetti da poteri soprannaturali hanno tutti l'autocontrollo morale di un monaco benedettino? Dov'è la stupidera (perdonateci il dialettismo lombardo)? Dov'è la "scemitudine" tipica degli ormoni impazziti e della scoperta intimidita e non consapevole della propria identità? Dov'è, per chi se lo può permettere, l'iperattivismo sessuale, anche autoerotico? Eccoli in questo fumetto per giovani adulti che tenta, con un discreto successo, di parlare la lingua della generazione che rappresenta.
In conclusione, i primi due volumi di #vengoanchio sono un curioso progetto narrativo, interessante nell'approccio e nei metodi, condotto da due sceneggiatori abili e divertenti e da un contraddittorio mosaico di disegnatori, tra cui si trovano degli indubbi talenti, anche piuttosto maturi, e matite meno pregevoli. Divertente, sexy, tanto adulto quanto immaturo. Un connubio di connotati che ci porterà senza dubbio a seguire oltre la serie. Se siete incuriositi, c'è di che trovare soddisfazione.