Watchmen - recensione di un appassionato
Un inizio memorabile e tante idee interessanti. Ma una sceneggiatura copia e incolla e diverse interpretazioni incerte. E' il Watchmen di Zack Snyder, visto attraverso gli occhi di chi ha letto più volte la graphic novel di Alan Moore...
Recensione a cura di ColinMckenzie
TitoloWatchmenRegiaZack SnyderVoci originali
Jeffrey Dean Morgan, Patrick Wilson, Malin Akerman, Jackie Earle Haley, Billy Crudup, Matthew GoodeUscita6 marzo 2009La scheda del film
Ma per certi film importanti e attesissimi, è meglio sgombrare il campo da dubbi, chiarendo subito i punti di vista di chi deve recensire la pellicola. In primis, l'opera di Alan Moore. Ho scoperto Watchmen quasi vent'anni fa, nel frattempo l'ho riletto varie volte e devo dire di apprezzarlo molto. Ma non ritengo che sia il capolavoro di Alan Moore, titolo a cui a mio avviso possono ambire (almeno tra le opere di questo fumettista che conosco) V for Vendetta, From Hell e Swamp Thing. Watchmen è un fumetto geniale per mille motivi (e chi lo ha letto non ha bisogno che gli dica quali sono), ma per i miei gusti (almeno quelli attuali, quindici anni fa avrei avuto un altro atteggiamento) è troppo cerebrale e volutamente freddo (caratteristiche che il film non fa nulla per evitare, anzi).
Un altro punto importante è chiarire cosa significhi adattare un romanzo (o una graphic novel, come in questo caso). E' un argomento su cui dibatto fin dai tempi de Il Signore degli Anelli e ho una posizione netta sulla questione. L'idea che un buon adattamento significhi trasportare scene pari pari dalla parola scritta al cinema è sostanzialmente una fesseria. Tranne pochissime opere (chessò, dei noir/thriller tratti da racconti brevi), non è possibile pensare di prendere degli spezzoni, metterli insieme senza avere tutto il sottotesto psicologico dell'opera originale e convincersi che in questo modo si realizzi una pellicola convincente, in particolare per un'opera complessa e variegata come questa. Troppo diversi i due mezzi di espressione perché il gioco riesca e peraltro non mi è comprensibile perché susciti tanto entusiasmo fare un lavoro che anche mio nipote di 8 anni potrebbe eseguire. Insomma, siamo tutti capaci di fare un copia-incolla tra le nostre scene preferite (una sorta di greatest hits) e poi dire a qualche scenografo/costumista/responsabile degli stunt di copiare pari pari quello che c'è nel fumetto (e magari si risparmiano anche tempo e soldi per gli storyboard). Peraltro, tutto questo porta a chiedermi cosa ci si attende dalla visione di un film. Io, generalmente, vorrei che mi sorprendesse, ma come può farlo se ho già visto e sentito tutto nella fonte artistica originale? E poi, se la trama viene ripresa pari pari (con tutti i buchi necessari per non farlo diventare un film di 12 ore), ma l'effetto non è lo stesso, possiamo ancora parlare di film fedele? Era il dubbio che mi veniva leggendo diversi fan entusiasti che avevano visto il film.
Personalmente, trovo che nel fumetto di Watchmen ci siano due idee molto forti. La prima, come è chiaro a tutti, è che la distizione tra bene e male è quanto più confusa ci possa essere in un prodotto del genere, sia nei personaggi che nella storia (e non solo nel finale). Ma la seconda è forse quella che mi interessa maggiormente. Tutti i protagonisti, nessuno escluso, vivono con difficoltà il rapporto tra passato e presente. E' un tema evidente anche nella costruzione del fumetto, considerando che interi capitoli sono dedicati alle origini di Rorschach o del Dr. Manhattan. In sostanza, quello che emerge nei personaggi è un senso di rimpianto per un passato che non c'è più (Gufo Notturno, in parte Il Comico), ma soprattutto per un passato che si sarebbe voluto diverso (Rorschach, Spettro di Seta II). Insomma, un fortissimo senso di malinconia, decisamente un'anomalia rispetto alla generale euforia dei prodotti supereroistici.
Ora, ovviamente nessuno vuole spiegare a Zack Snyder quali siano le tematiche da preservare nel suo film. Ma si spera che lui ne abbia già scelta qualcuna (anche diversa) su cui voglia puntare. Il punto è tutto qui. Snyder procede per quantità (leggi, voglio mettere più cose possibili del fumetto) che per qualità (voglio approfondire, sapendo che non potrò mai essere così ricco e introspettivo in due ore e mezzo). E così, per chi conosce bene la graphic novel, significa quasi due ore e mezzo in cui non assisti praticamente a nessuna sorpresa e procedi su binari che conosci a memoria. E' una sorta di "unisci i puntini da 1 a 50 e vedi cosa viene fuori". Magari conosci tutti i puntini possibili e Snyder non fa nulla per cambiargli posizione, così non fai altro che pensare "adesso succede questo, poi avviene quest'altro, a quel punto allora tizio dirà quelle parole e caio reagirà in quel modo". E la figura definitiva che si ottiene unendo i puntini, beh lo sappiamo qual è, no? Ovviamente, c'è chi vuole vedere proprio questo al cinema ed è una posizione rispettabilissima. Ma non è la mia. Anche perché non si tratta soltanto di trama. Anche i dialoghi sono pressoché identici e se per lo più la cosa non è un problema, in alcune occasioni è una scelta che chiaramente non funziona, perché troppo prolissi o poco naturali in una pellicola. A tratti si ha l'impressione che gli attori non siano perfettamente convinti delle loro azioni o di quello che dicono, ma che debbano seguire un copione predeterminato da altri. Ora, considerando la filosofia del Dr. Manhattan, qualcuno magari dirà che è un effetto voluto, ma qualsiasi siano le intenzioni, personalmente ritengo che i risultati non siano perfetti per quanto riguarda gli interpreti (argomento che approfondiremo alle 20 con un articolo completamente dedicato a personaggi e relativi attori).
La recensione continua nella prossima pagina{mospagebreak}A un certo punto, poi, si sfiora il ridicolo. Ha senso rimanere a sentire per due minuti Rorschach che racconta la barzelletta su Pagliacci, che sarà anche emblematica/metaforica, ma che non serve a nulla nella narrazione, se non voler dimostrare ai fan di conoscere il fumetto a memoria? Invece, quando si sceglie di modificare qualcosa, spesso i risultati sono incoraggianti. Per esempio, durante l'intervista televisiva al Dr. Manhattan, una variazione permette di rendere il suo sconvolgimento più netto e intenso. Molte scene però non convincono, perché sembrano costruite male e poco naturali. Penso all'incidente in laboratorio, che dà origine al Dr. Manhattan. O all'attentato a Ozymandias, probabilmente la seconda scena più brutta del film.
Insomma, devo dire che vedendo questo lavoro, ho pensato sinceramente a una saga importante: quella di Harry Potter, soprattutto per quanto riguarda i primi capitoli. Evitiamo ovviamente confusione, il film di Watchmen e quelli di Harry Potter sono diversissimi tra loro e certo non paragono le due storie. Ma le profonde differenze nascono dal materiale di partenza di Alan Moore e di J.K. Rowling, mentre è pressoché identico il procedimento per portarle sullo schermo: copia e incolla a manetta, così tutti (si fa per dire) sono contenti.
Quello che non funziona sono sesso e violenza. Cosa dovrebbero dimostrare far vedere delle ossa che si spezzano, degli arti tagliati, delle budella attaccate al muro e tanti altri momenti 'raffinati' con uso abbondante di sangue (sembra quasi che ci sia un obbligo contrattuale a mostrare ogni cinque minuti la "salsa di fagioli umana")? Vuoi dimostrarmi che sei coraggioso e che non hai paura dei censori? Purtroppo, al cinema la violenza è un tema delicato e non per i tanti milioni che ti fa perdere un visto censura poco favorevole, ma perché rappresentata male diventa pura speculazione e voyeurismo. Anzi, esagerando si richia di sembrare anche compiaciuti e favorevoli, rispetto magari alla violenza secca dei disegni di Dave Gibbons. Ma, francamente, col sesso (altro argomento su cui è meglio sfumare se non si hanno idee di regia interessanti) va anche peggio. Una scena che dovrebbe essere buffa risulta solo squinternata e ricorda per come è poco convincente Moretti e la Ferrari in Caos calmo. Ma quella successiva è decisamente la peggiore di tutto il film ed è roba da soft porno ridicolo, peraltro con un utilizzo di Hallelujah di Leonard Cohen decisamente straniante. La cosa folle è che Snyder si prende un divieto ai minori di 17 anni negli Stati Uniti non per delle cose che migliorano il film, ma per delle scelte che lo peggiorano decisamente. Vai a capire il senso...
A proposito delle canzoni, il loro utilizzo merita un paragrafo a parte. The Times They Are A'Changin di Bob Dylan funziona straordinariamente bene nella scena migliore del film. Anche All Along The Watchtower e The Sound of Silence, pur non essendo opzioni originalissime al cinema, sono decisamente efficaci. Peraltro, va dato atto a Snyder di aver scelto molto bene tra le varie versioni disponibili (soprattutto per quanto riguarda Dylan, che magari per uno stesso brano ha decine/centinaia di variazioni concertistiche e non). Tuttavia, in altri momenti i brani scelti non sono efficaci, anche se non è tanto questione delle canzoni in sé. Certo, di Desolation Row rifatta dai My Chemical Romance potevamo tranquillamente fare a meno (e come modo di chiudere sui titoli di coda una storia del genere lascia perplessi). Ma il problema è che ogni tanto, dopo scene di atmosfera (magari su Marte) all'improvviso sbuca dal nulla una canzone, con un effetto delicato come un elefante in un negozio di cristalli. Sembra quasi che Snyder abbia pensato di dover mettere dei brani per forza, solo perché erano citati nella graphic novel, e magari perché è utile per aumentare le vendite della colonna sonora.
In effetti, torniamo al discorso fondamentale di questo adattamento. Che è per certi versi brillante e decisamente interessante. Ma che di sicuro sembra troppo interessato a colpire duro piuttosto che a emozionare. O a omaggiare sentitamente il lavoro di Alan Moore e Dave Gibbons. Ma senza farlo nel modo migliore e più duraturo, ossia creando una storia che viva di luce propria....
Per tutte le informazioni sul film, il cast, la trama, le foto, le recensioni, le numerose locandine e i video vi rimandiamo alla nostra scheda.