Wytches, la recensione
Abbiamo recensito per voi Wytches, miniserie di Snyder, Jock e Hollingsworth, edita da RW Edizioni
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.
Ci sono episodi che segnano irreparabilmente la nostra vita e quella di coloro che ci sono accanto. Basta un attimo, un’esitazione o una distrazione per veder andare in frantumi le aspettative di una vita, una serenità costruita con tanti sacrifici. La Famiglia Rooks, a seguito di una serie di tragici eventi, si è trasferita nella città di Litchfield, nel New Hampshire, alla ricerca di una seconda possibilità: sono Charlie, il capofamiglia, scrittore e illustratore con un passato segnato dal demone dell’alcol; Lucy, madre, dottoressa, vittima di un incidente che l’ha privata dell’uso delle gambe; e la giovane Sailor, coinvolta nel misterioso omicidio di una compagna di scuola, Annie.Nonostante la ragazza si professi innocente, la fama di assassina la precede, rendendo il suo ritorno a scuola ancora più complicato. Ma non sarà solo l’accoglienza riservatale dalle sue nuove compagne a riportarla in uno stato di angoscia: ben presto, infatti, strane allucinazioni con figure mostruose iniziano a fare capolino nel quotidiano di Sailor. Cosa sono queste presenze? E perché perseguitano i Rooks?
In Wytches la tradizione americana si sposa con questo genere per ridefinire la mitologia delle streghe - seppur partendo da uno spunto autobiografico di Snyder - modificandone l'iconografia tradizionale. Come tutti i bambini, anche lo sceneggiatore di All-Star Batman custodisce dentro di sé schegge di paura, frammenti di un passato fatto di ricordi terrificanti che, uniti a vecchie leggende locali, danno corpo a un racconto carico di tensione emotiva.
La storia resta in bilico tra due differenti piani: quello reale, che alterna presente e passato, offrendoci un po’ alla volta tutti gli elementi necessari a conoscere la storia della famiglia Rooks, e quello onirico, macabro, in grado di evocare paure latenti e atmosfere care a H.P. Lovecraft. Un male antico, fatto di superstizioni e malignità, si cela infatti dietro al velo della realtà, ed è sempre pronto a squarciarlo per venire a reclamare il giusto tributo di sangue.
I disegni di Jock, coadiuvato ai colori da Matt Hollingsworth, sono caratterizzati da un tratto asciutto e suggestivo, perfetto per portare in scena i momenti introspettivi quanto quelli più brutali, in un continuo alternarsi soluzioni grafiche dal forte impatto. Lo stile pulito e lineare dell'artista scozzese esalta poi l’espressività dei volti e la mimica corporale, lasciando spazio a esplosioni di colore e tavole in cui il male prende corpo e salta al collo del lettore.
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