La Sposa!: Maggie Gyllenhaal a ruota libera sul cast, i temi e il titolo, in occasione del nuovo trailer
In occasione del nuovo trailer uscito quest'oggi, abbiamo partecipato a un Q&A proprio con Maggie Gyllenhall, che ha raccontato diverse curiosità sulla realizzazione de La Sposa!
Il prossimo 5 marzo arriverà nei cinema La Sposa!, rivisitazione del personaggio della Sposa di Frankenstein, scritta e diretta da Maggie Gyllenhaal e prodotta da Warner Bros.
In occasione del nuovo trailer uscito quest'oggi, abbiamo partecipato a un Q&A proprio con Maggie Gyllenhall, che ha raccontato diverse curiosità sulla realizzazione del film.
Maggie Gyllenhaal ha raccontato che dopo il successo di The Lost Daughter, voleva esplorare la "verità" su scala più ampia, focalizzandosi sugli aspetti mostruosi di ognuno di noi. L'idea di realizzare un film su questi personaggi le è venuta durante una festa, quando ha visto il tatuaggio della "Sposa di Frankenstein" sul braccio di un uomo. Non voleva però rifare quanto già visto nel classico, e ha quindi deciso di ambientare il tutto negli anni '30, o meglio, a quegli anni è stato applicato un filtro della New York del 1981. Gyllenhaal voleva un'atmosfera Proper Punk, il film fonde infatti elementi gotici classici con il neo-noir. Per l'atmosfera generale è stata influenzata da film come Bonnie e Clyde, Metropolis e quelli del compianto e mai dimenticato David Lynch. Nel trailer traspaiono tutti questi elementi, ci sono infatti una fuga in auto dei due protagonisti, un momento tra le vie cittadine e alcune inquadrature “inquietanti” dei suoi abitanti.
Proprio parlando del look della Sposa di Jessie Buckley, nel trailer possiamo vederne la lingua nera, e la macchia dello stesso colore al bordo delle labbra, derivante dal liquido color inchiostro usato per la rianimazione, i capelli decolorati dall'elettricità e le ciglia bianche. Buckley, già presente nel primo film di Gyllenhaal, è stata scelta perché capace di esprimere un'intera gamma di emozioni, dalla forza feroce alla vulnerabilità più profonda. E inoltre le serviva un'attrice capace di condividere lo schermo con un mostro - in questo caso anche di bravura - come Christian Bale, che sarà la Creatura. Maggie ha confessato che voleva un mostro di Frankenstein che fosse vulnerabile, affamato di affetto e molto intelligente, proprio come nel libro originale di Mary Shelley. Si tratta di un personaggio che, pur compiendo azioni mostruose e violente - come sfondare teste -, possiede una profonda umanità e una solitudine tale da spingerlo a desiderare una compagna.
Tra i due attori si è creato un legame profondo e speciale che la regista ha definito impossibile da svelare senza vederlo, frutto della loro bravura.
Durante il QeA, Maggie ha dichiarato di essere andata direttamente dalle persone dei suoi sogni per il cast di supporto, e la Bening rientrava perfettamente in questa categoria di talenti d'élite. Nel trailer possiamo vedere anche Penelope Cruz, il marito della regista Peter Sarsgaard e suo fratello Jake Gyllenhaal, con cui non lavorava dai tempi di Donnie Darko. Una serie di nomi importanti che daranno ulteriore risalto ai due personaggi principali.
Passando all'aspetto tecnico, la regista ha ammesso con un sorriso di non essere un'esperta di IMAX e di aver iniziato a studiare il formato solo grazie ai suggerimenti del suo direttore della fotografia, Larry Sher (Joker, La Mia Vita a Garden State).
Dalle musiche del trailer de La Sposa! emergono poi le atmosfere punk più volte citate da Maggie Gyllenhaal nel corso del QeA. La regista ha citato la cover di "The Passenger" (canzone di Iggy Pop) realizzata da Siouxsie and the Banshees come il pezzo che meglio si adatta ai temi del film. Maggie ama l'ironia legata a questa canzone: nella cultura classica la Sposa è spesso presentata come un "passeggero" (o una figura passiva), mentre in questo film è lei a "guidare" l'intero racconto. Secondo la regista, il sentimento punk è senza tempo: può esistere una canzone punk del 1936 così come una dei giorni nostri, a prescindere dall'etichetta di genere musicale.
Infine ci ha raccontato del perché c'è un punto esclamativo nel titolo del film, ribadendo di come la sua Sposa abbia una voce, a differenza di quella dell'originale. L'inserimento del punto esclamativo è avvenuto in modo molto naturale durante la scrittura del titolo, e Gyllenhaal pensa di essersi ispirata inconsciamente anche al metodo di scrittura dei messaggi delle figlie (ormai adolescenti). Il motivo più “pratico” è però legato alla Sposa originale del 1935, morta senza aver mai potuto esprimersi. Il punto esclamativo rappresenta così il "carico arretrato" di cose che ora ha bisogno di dire una volta tornata in vita.
Dalla scena del ballo nel trailer però, sembra che la Sposa possa leggere i pensieri e alle cose mai dette da altre persone: quando questi contenuti emergono, lo fanno con un punto esclamativo, come nei momenti in cui intima gli altri ospiti di ballare.