WandaVision 1×03: la recensione

Al terzo episodio WandaVision è già un progetto televisivo più definito e comprensibile rispetto alle prime due puntate. Rimangono vari punti oscuri nella narrazione, ma nel confronto tra quello che rimane uguale e quello che cambia, possiamo capire meglio le sfumature della serie Marvel. Che rimane, o anzi diventa ancora di più, una storia di negazione, di traumi rimossi e di parole che non devono essere pronunciate, Il tutto mentre diventa chiaro che esiste un dentro e un fuori a cui fare riferimento.

Lo scenario muta, come era stato anticipato alla fine della seconda puntata. Mentre la storia va avanti e i personaggi rimangono, i riferimenti alle sitcom si spostano in avanti di anni e anni, e arriviamo praticamente agli anni ’70. Qui il riferimento sarebbe a La famiglia Brady, quindi nuovo look, nuovo arredamento, che si accompagna anche ad una diversa recitazione. È in questi dettagli che la miniserie scritta da Jac Schaeffer trova il suo senso al di là di quello che le storie raccontano in superficie, anche se stavolta è tutto molto più importante.

Wanda è incinta, improvvisamente, e altrettanto rapidamente alla fine dell’episodio darà alla luce due gemelli. I figli di Wanda e Visione erano già stati anticipati nel trailer della serie tv, ma è stata comunque un’esperienza particolare vedere come sono stati inseriti così bruscamente nella storia. Tutto serve sempre a raccontare quel senso di disagio nascosto e accennato che dovremmo provare mentre guardiamo la serie, la concezione che tutto è finto, come gli sfondi così artificiosi di questa puntata. Torna Agnes, il personaggio di Kathryn Hahn, che interrompe qualcuno sul punto di rivelare qualcosa.

Ma questo è l’episodio che in chiusura ci presenta il collegamento più importante tra interno ed esterno, rappresentato da Monica Rambeau (Teyona Parris). Grande amica di Wanda nella serie, è forse l’impulso esterno inviato (dalla Sword?) per risvegliarla da questo limbo creato dal dolore. È lei a tirare fuori il nome di Ultron, e tanto basta a farla identificare come elemento esterno e da eliminare dall’equazione. Ma questo è anche un mondo che non è raccontato solo dal punto di vista di Wanda, ma che regala anche a Visione varie scene da solo. Per non parlare degli stacchi pubblicitari. Insomma, c’è molto altro da capire.