La lista (non) definitiva dei migliori episodi di Buffy l’Ammazzavampiri

Buffy l’ammazzavampiri è arrivata oggi, al completo, su Prime Video; è la prima volta che la serie creata da Joss Whedon arriva su un servizio di streaming italiano, a dimostrazione che persino il 2020 se si impegna può fare del bene. Nonostante un fandom sterminato e l’approvazione incondizionata della critica televisiva di tutto il mondo, Buffy ha sempre avuto un po’ di sfortuna a livello distributivo soprattutto in Italia, con edizioni home video non all’altezza del prodotto, un doppiaggio clamorosamente fuori fuoco e, fino a ieri, nessuna presenza sulle piattaforme di streaming.

Ora questa lacuna è stata colmata e chi è fan della Scooby Gang dagli anni Novanta ha finalmente l’occasione di spalmarsi sul divano e lanciarsi in una maratona lunga sette stagioni; lo stesso dovrebbe fare chi non ha mai avuto modo di conoscere Buffy e vuole scoprire uno dei prodotti televisivi più importanti e influenti (e divertenti) mai realizzati, una serie che nell’arco di 144 episodi ha sperimentato, ribaltato archetipi, smontato stereotipi, rivoluzionato il linguaggio televisivo, accompagnato un gruppo di personaggi lungo un percorso di crescita che è andato di pari passo con quella della serie stessa, nata secondo la canonica struttura del “monster of the week” e mutata pian piano fino ad abbracciare anche una forma di narrazione orizzontale e più moderna senza mai abbandonare davvero la tradizione.

Per celebrare questa giornata gloriosa abbiamo fatto qualcosa che nessun fan di Buffy vorrebbe dover mai fare: stilato la lista di quelli che secondo noi sono gli episodi migliori e più significativi della serie – per ragioni narrative, stilistiche, strutturali, meta-televisive. Ne avevamo scelti 10, poi abbiamo deciso di arrivare a 15 e di fermarci lì, per non rischiare di esagerare. Se non siete d’accordo con la nostra selezione non arrabbiatevi ma anzi dimostrate un po’ di comprensione: la nostra prima versione li comprendeva tutti e 144…

Benvenuti al college (S01E01)

Una delle poche scelte facili di questo elenco è il primo episodio andato in onda (non il primo in assoluto, visto che esiste un pilot alternativo e senza Alyson Hannigan, e che per questo è meglio dimenticare), che già nella primissima sequenza stabilisce tutto quello di cui si parlerà in Buffy: adolescenza, ormoni, liceo, archetipi pop, ribaltamento delle aspettative e delle prospettive, vampiri. Il resto dell’episodio resta una delle migliori introduzioni di un cast principale che si ricordi.

Un avversario pericoloso (S02E03)

L’episodio in sé non avrebbe nulla di così sconvolgente, è “solo” una classica invasione di vampiri a scuola durante un incontro genitori-insegnanti, ma ci rimane nel cuore perché è qui che conosciamo per la prima volta il personaggio di Spike, il vampiro punk, che da Big Bad della seconda stagione compirà poi un’evoluzione fino a diventare… be’, lo scoprirete solo guardando.

Halloween (S02E06)

Prima comparsata per il “villain occasionale” Ethan Rayne e primo episodio nel quale Whedon e il suo team sperimentano con le personalità dei personaggi. L’occasione è una notte di Halloween nella quale i Nostri Eroi si vestono con costumi maledetti che li trasformano in quello che rappresentano, con tutte le conseguenze del caso (la principale delle quali è Buffy che perde i poteri, per la prima di infinite volte).

Il mondo parallelo (S03E16)

A proposito di sperimentare con le personalità: se in Halloween ogni personaggio diventava qualcun altro in base al costume che indossava, in Il desiderio facevamo la conoscenza, oltre che di Anya il demone della vendetta, di una dimensione parallela nella quale Buffy non è mai arrivata a Sunnydale. Il mondo parallelo riprende la Willow vampiresca di quell’episodio (che incidentalmente meriterebbe anch’esso un posto in lista) e la catapulta dentro la Sunnydale “normale”, costringendola a scontrarsi con la sua versione locale – piantando così un seme ideale per certi avvenimenti della sesta stagione, tra l’altro.

La sfida (S03E21/22)

Il doppio finale della terza stagione è, oltre che uno dei momenti più spettacolari dell’intera run di Buffy, anche l’occasione per chiudere una fase della serie (quella del liceo, dell’adolescenza, della mancanza di responsabilità) e aprirne un’altra, che nelle quattro stagioni successive vedrà Buffy e compagnia crescere anche più rapidamente di quello che si meriterebbero. È solo giusto quindi che l’addio agli anni spensierati del liceo sia corredato tra le altre cose dalla presenza di un demone a forma di serpente alto come un palazzo (oltre che da un brutalissimo scontro tra Buffy e Faith).

L’urlo che uccide (S04E10)

Forse il primo degli episodi realmente sperimentali della serie, L’urlo che uccide è… una puntata muta di Buffy, nella quale un gruppo di demoni rubano la voce agli abitanti di Sunnydale e la Scooby Gang si ritrova costretta ad appoggiarsi a disegnini e gestualità per comunicare e trovare una soluzione alla crisi. Per una serie che fin lì si era retta principalmente sui suoi dialoghi taglienti, allestire un intero episodio muto è un notevole atto di coraggio.

Chi sei? (S04E16)

Quello dell’identità e della percezione di sé e del proprio corpo è uno dei temi ricorrenti di Buffy, e in Chi sei? diventa il motore narrativo dell’intero episodio: Buffy e Faith si sono scambiate il corpo, con la seconda che si ritrova a confrontarsi con quella che potrebbe essere la sua vita se solo mettesse la testa a posto. È uno degli episodi dove Sarah Michelle Gellar dà il massimo di sé, visto che interpreta un altro personaggio che sta nel corpo del suo personaggio e prova a imitarne movenze, espressioni e tic linguistici per non destare sospetti.

Sonni agitati (S04E22)

Una delle peculiarità della quarta stagione di Buffy è che il suo arco si conclude con una puntata di anticipo, con la sconfitta del Big Bad di turno (Adam) che avviene nell’episodio 21. Il 22 è un delirio lynchano, un episodio onirico e altamente metaforico nel quale si chiudono alcune parentesi, se ne aprono altre, si fa la conoscenza di un personaggio che si rivelerà decisivo per le sorti della serie… ah, e c’è anche l’uomo del formaggio.

La ragazza dei sogni/Un corpo freddo (S05E15/16)

Abbiamo scelto di unificare questi due episodi per un motivo semplicissimo: gli ultimi secondi di La ragazza dei sogni (episodio splendido e che getta le basi per il Big Bad o presunto tale della stagione successiva) coincidono con i primi secondi di Un corpo freddo, la puntata più famosa e pluripremiata e onnicitata di Buffy, quella in cui la Nostra Eroina scopre il cadavere della madre e impara, lei e il resto del gruppo, a fare i conti con la morte – non quella violenta e soprannaturale causata da un vampiro, ma quella comune, banale, che prima o poi capita a tutti, ammazzavampiri o meno.

Ancora una volta, con sentimento (S06E07)

Questa è facilissima e bastano due parole: puntata musical.

Tabula rasa (S06E08)

Sottovalutatissima forse perché arriva dopo una delle puntate più famose della serie, Tabula rasa è un altro esperimento che parla di identità, nel quale però non avviene nessuno scambio: semplicemente, i personaggi dimenticano chi sono, e devono ricostruire le relazioni e i rapporti di potere a partire da pochi indizi e da quello che sentono davvero. È uno degli episodi più divertenti dell’intera serie, nonché uno che nasconde più risposte di quello che sembri.

Di nuovo normale (S06E17)

Terrificante variazione sul tema “era tutto un sogno”, è forse l’episodio più psicologicamente violento mai fatto da Buffy, che viene avvelenata da un demone che le fa vivere la vividissima allucinazione di non essere più a Sunnydale, ma in un manicomio, dove è stata rinchiusa a malincuore dai genitori perché convintasi di vivere in un mondo parallelo abitato da vampiri e demoni. Il dettaglio più agghiacciante è che, anche quando tutto si risolve, la spiegazione “alternativa” fornita dal veleno del demone continua a sembrare tutto sommato plausibile.

Altruismo (S07E05)

L’episodio definitivo su Anya, ex demone della vendetta diventata essere umano e poi tornata in possesso dei suoi poteri, e sulla scintilla di umanità che continua a bruciarle dentro nonostante gli omicidi e le stragi. Scopriamo tra l’altro il motivo dell’ossessione di Anya per i conigli, facciamo un salto nel suo passato, ci godiamo persino un reprise dell’episodio musical della stagione precedente – tutto prima di un combattimento tra Buffy e Anya che è uno dei momenti più tesi e crudi e senza fronzoli di una stagione che già di per sé è ruvidissima.

Conversazioni con l’Aldilà (S07E07)

Buffy e i suoi amici passano l’intero episodio a parlare con gente morta a vario titolo: un mezzo esercizio di stile sorretto da dialoghi fuori scala e che arriva in un momento, durante l’arco narrativo dell’ultima stagione, nel quale non si può che essere felici di fermarsi un attimo, prendere il respiro e riassumere lo stato delle cose.

La prescelta (S07E22)

Qui vale il discorso fatto per il primo episodio della prima stagione: è il finale, non si può non segnalarlo, per quanto imperfetto (ma non troppo). O meglio è il finale della serie TV: la storia di Buffy è proseguita nei fumetti, e potrebbe tornare di moda se il chiacchierato reboot di un paio d’anni fa dovesse davvero vedere la luce. Per ora continuiamo a goderci l’originale.

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