Oltre che voce indiscussa del grottesco e del True Crime, dimostrata con il suo ultimo successo di Netflix su Jeffrey Dahmer, Ryan Murphy è sempre stato anche quella dei perdenti, quei “looser” divenuti simbolo e protagonisti della serie musicale Glee, ambientata in un anonimo liceo dell’Ohio. Nessuno immaginava al tempo della sua uscita che lo show avrebbe avuto il successo che invece ottenne, la cui eco è percepibile ancora oggi – a sette anni dalla sua conclusione – in cui l’argomento “maledizione di Glee” tiene ancora banco, tanto da meritare l’annuncio da parte di Discovery+ della prossima uscita di una docuserie, in collaborazione con The Invisible Pilot, che parlerà proprio del dietro le quinte della produzione dello show.

In un’intervista datata 2016 con EW, Murphy, co-ideatore di Glee con Brad Falchuk e Ian Brennan, disse che il periodo trascorso sul set della serie era stato il peggiore ed il migliore della sua vita e che Glee era stata caratterizzata da molti conflitti intestini, che c’era stato un certo andirivieni di relazioni tra i membri del cast e che era stato un buon banco di prova per il suo futuro ruolo di genitore. Murphy tuttavia ammise anche di aver commesso l’errore professionale di non aver tracciato una linea di demarcazione tra il suo ruolo di produttore e showrunner e quella di amico dei membri del cast tanto che, qualsiasi problema in quegli anni, veniva vissuto come un affronto o un’offesa personale, proprio a causa del clima che si era instaurato sul set.

Considerata la natura di alcuni degli scandali che la docuserie potrebbe trattare, non dubitiamo che qualunque sia il risultato finale il progetto di Discovery+ rischia di essere accolto da una valanga di critiche e di accuse per come potrebbe sfruttare tragedie e vicende che riguardano persone tutt’ora in vita e che potrebbero quindi ancora soffrirne, oltre a fomentare discutibili chiacchiere su una presunta maledizione, ma comprendiamo anche perché, visti gli scandali che hanno costellato questo show, si sia deciso di trarne un prodotto televisivo che non mancherà di attrarre comunque un numeroso pubblico.

Ecco qui di seguito alcuni dei temi che potrebbero essere affrontati dalla docuserie.

LA FAIDA TRA LEA MICHELE E NAYA RIVERA

La docuserie, che come è stato già riportato, si baserà sulle dichiarazioni di protagonisti e membri della troupe di Glee e potrebbe toccare argomenti come la difficile relazione tra Lea Michele e Naya Rivera (deceduta in un tragico incidente nel 2020 avvenuto nel Lake Piru, in California, in cui l’attrice è annegata dopo essere riuscita a trarre in salvo il figlio di 4 anni), che per un certo periodo, e comunque prima della scomparsa dell’attrice, si rumoreggiò potesse diventare persino ispirazione per una stagione della serie di Murphy, Feud, prima che egli stesso smentisse la notizia dichiarando che l’argomento suscitava ancora in lui tristi ricordi e difficilmente lo avrebbe quindi usato. D’altronde, che la relazione tra le due attrici fosse decisamente spinosa, lo rivelò apertamente anche la Rivera nel suo memorie pubblicato nel 2016, Sorry not Sorry, dicendo che la tensione tra loro arrivò a picchi tali che non scambiò una parola con la collega per tutta la 6^ stagione dello show. La Rivera ammise anche tuttavia di aver concordato con lei in alcune occasioni, come quando la Michele minacciò di chiamare il Sindacato degli Attori (SAG) per denunciare le difficili condizioni di lavoro sul set di Glee. Che le due si rispettassero professionalmente, d’altronde, lo confermò anche lo stesso Murphy, che le aveva dirette diverse volte sul set dello show.

Non meno discussa fu la burrascosa relazione della Rivera con Mark Salling, a causa della quale, dopo la rottura, fu accusata di aver vandalizzato, graffiandola, la sua auto, cosa che l’attrice smentì nel suo libro, specificando di essersi limitata a ricoprirla di semi di uccelli, cibo per cani e uova.

LA STORIA GIUDIZIARIA DI MARK SALLING

E, ovviamente, parlando di Mark Salling, la docuserie potrebbe affrontare anche la sua complessa storia giudiziaria, conclusasi con il suo suicidio nel 2018, all’età di 35 anni. I guai giudiziari dell’attore cominciarono nel 2013 con una denuncia da parte dell’ex ragazza per aggressione e percosse, che si concluse nel 2015 con un accordo extragiudiziale in cui l’attore pagò 2,7 milioni di dollari.
Lo stesso anno, poi, Salling fu arrestato e poi rilasciato su cauzione con un accusa di possesso di immagini pedopornografiche. A maggio del 2016 l’attore fu formalmente incriminato per aver scaricato due video ed un’immagine di natura pedopornografica e si dichiarò non colpevole. Sempre in quell’anno, la Rivera, nel suo memorie, si disse “non sorpresa” dalle accuse rivolte al suo ex, dichiarando che lo aveva sempre considerato un’anima travagliata, in continua lotta contro qualcosa.
A ottobre del 2016 Salling fu accusato di stupro da una donna, ma il caso, che denunciava un’aggressione avvenuta nel 2012, era ormai prescritto e non arrivò mai in tribunale.
Un anno dopo ebbe inizio il processo a Salling, con l’attore che si dichiarò colpevole di possesso di materiale pedopornografico e doveva ora affrontare una possibile condanna da 4 a 7 anni di carcere, seguiti da 20 anni di libertà vigilata, all’obbligo di registrarsi come molestatore sessuale e quello di partecipare ad un programma di riabilitazione, ma a gennaio del 2018 si tolse la vita a Los Angeles.

L’ARTICOLO DI GQ

Tornando indietro nel tempo, al 2010, un altro scandalo investì il cast di Glee quando GQ pubblicò un servizio fotografico decisamente sexy con protagonisti Lea Michele, Cory Monteith e Dianna Agron per promuovere lo show. Il servizio fu accolto da una valanga di critiche per come una pubblicazione per uomini, sessualizzasse personaggi minorenni (sebbene gli attori che li interpretavano non lo fossero).

LA MORTE DI CORY MONTEITH

Inevitabile sarà che la serie affronti la scomparsa di Cory Monteith, trovato morto per overdose in un hotel in Canada. L’attore era sempre stato piuttosto aperto nel parlare del suo problema di dipendenza dalle droghe, che era cominciato quando aveva solo 12 anni. A 19 anni, dopo aver rubato dei soldi ad un parente, la famiglia dell’attore gli diede un ultimatum, cambiare la propria vita o andare in prigione. Da allora iniziò la sua battaglia per la guarigione. Nel 2009 ottenne la parte di Finn Hudson in Glee e per un certo periodo, grazie all’aiuto dell’allora fidanzata Lea Michele e quello di Ryan Murphy stesso, sembrò riuscire ad avere la meglio sui suoi demoni, fino a quel giorno nel 2013 in cui fu annunciata la notizia della sua scomparsa.

LA RELAZIONE TRA MELISSA BENOIST E BLAKE JENNER

Non è inoltre escluso che la docuserie affronti anche la turbolenta relazione tra Melissa Benoist e la sua co-star in Glee, Blake Jenner. Sebbene il loro matrimonio fosse stato pubblicamente annunciato nel 2015, l’attrice dichiarò che in realtà erano sposati da più tempo di quanto la gente non immaginasse, con alcune fonti che dichiararono che i due erano convolati a nozze ben due anni prima, nel 2013, lo stesso anno del loro fidanzamento. Nel 2016, tuttavia, la futura protagonista di Supergirl chiese il divorzio, per poi raccontare in una straziante testimonianza del 2019, affidata al suo profilo Instagram, la natura violenta della sua relazione con l’ex marito, che ne diede conferma l’anno successivo.

LE RECENTI ACCUSE DI BULLISMO A LEA MICHELE

Nel giugno del 2020 Samantha Marie Ware, che interpretò il ruolo di Jane Hayward nella 6^ stagione di Glee, accusò Lea Michele di aver reso la sua prima esperienza come attrice sul set della serie un vero e proprio inferno, dichiarando che l’aveva bullizzata con commenti razzisti e l’aveva tratta in modo tale da farle mettere in dubbio il sogno di costruirsi una carriera ad Hollywood.
Il tweet della Ware è stato il primo di una serie di accuse e di conferme sul discutibile comportamento della protagonista sul set di Glee, supportate da Heather Morris (Brittany Pierce), Dabier (che prese parte ad un episodio dello show nel 2014) e molti altri, anche al di fuori del set dello show, compresa la dichiarazione del co-protagonista della Michele nello show di Broadway Fiddler on the Roof, che la definì “uno spregevole essere umano“. Poco dopo la valanga di accuse, la Michele rilasciò una dichiarazione in cui diceva che, pur non ricordando di aver detto nello specifico le frasi di cui veniva accusata, si scusava di aver ferito i suoi colleghi, promettendo di migliorarsi.

Glee è andato in onda negli Stati Uniti (ed in Italia) per 6 stagioni dal 2009 al 2015 su Fox.