In occasione dell’uscita di Hawkeye, da oggi su Disney+, abbiamo scambiato due chiacchiere non solo con Jeremy Renner e Hailee Steinfeld per parlare della loro ultima fatica, ma anche con Rhys Thomas, regista dei primi due episodi e dell’ultimo (il 6°).

Con il regista abbiamo parlato del piano sequenza iniziale, ma anche dello spazio lasciato agli attori sul set:

Per come lavoro io, mi piace che i personaggi sembrino realistici e scatenino empatia, a volte ciò comporta che gli attori dicano le cose a modo loro e che trovino il loro ritmo naturale. […]  Naturalmente c’era una storia da raccontare, ma a volte puoi rendere il tutto più flessibile per rendere tutto più vero. Mi piace pensarla così.

Ha poi parlato delle proporzioni del progetto, lasciando intendere che al netto della storia “autonoma”, la serie lascerà comunque il suo segno:

La bellezza di questa serie naturalmente è che come nei primi episodi sembra che Clint abbia dei piccoli problemi. Crede che si tratti di “solo un altro giorno” e poi tornerà a casa. Il bello è che a volte ci sono reazioni a catena che fanno aumentare le proporzioni, quindi la speranza è di mostrarvi qualcosa di grosso nel finale.

Sulla serie a fumetti di Fraction e Aja come punto di riferimento:

Quello che a Matt Fraction riesce così bene è esaminare l’assurdità della vita di Clint Barton e l’assurdità di qualcuno che viene celebrato come eroe, ma che non si sente così. E per me quella è la cosa che mi premeva esplorare in questa storia, perché così facendo si ha modo di capire cosa significhi Occhio di Falco dal punto di vista di Clint e da quello di Kate; significa cosa diverse e Clint ci finisce in mezzo a causa del suo passato nell’UCM. Kate rappresenta il futuro, perciò fare i conti con tutto questo è un aspetto che abbiamo avuto modo di esplorare.

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