Il paradossale calore trasmesso da Blizzard | Speciale BlizzCon 2019
Blizzard, durante il BlizzCon della scorsa settimana, ha premuto il piede sull'acceleratore delle emozioni dei suoi fan. Vi raccontiamo come è andata!
Quando siamo arrivati all'Auditorium San Romano (ex Chiesa di San Romano) abbiamo notato sin da subito un'atmosfera differente rispetto a moltissimi altri eventi di questo tipo. Le prime file dei posti a sedere erano occupate dalla stampa, mentre il resto della Chiesa era ghermito da appassionati che, con sguardo quasi adorante, fissavano il gigantesco schermo sopra al palco, sul quale avrebbe avuto inizio a secondi la conferenza in streaming. Il silenzio regnava sovrano, quasi fosse una vera funzione religiosa, e, dopo una breve introduzione dei giornalisti che avrebbero commentato la diretta in loco, ha finalmente avuto inizio lo spettacolo.
Un sorriso si allarga sui nostri volti.
Ancora una volta ci stupiamo di come, durante questo BlizzCon, la software house californiana sia riuscita non solo ad annunciare due interessanti prodotti, ma a regalare emozioni che i fan aspettavano da lungo tempo. Non importa a quale etnia una persona appartenga, a quale religione faccia riferimento o quali siano i propri problemi nel quotidiano. Blizzard è riuscita nell'intento di creare più universi narrativi che non sono più solo "semplici videogiochi", ma veri e propri hub sensoriali che possono essere condivisi con tutti coloro che, come noi, amano questo settore.
Manca ormai poco alla fine del BlizzCon, ma Blizzard non sembra essersi dimenticata del suo più recente brand: Overwatch. Dopo un paio di video capaci di far carburare i cuori degli appassionati, arriva l'annuncio di Overwatch 2, che sferra il colpo finale della giornata non solo tutti i fan, ma anche di coloro che, non amanti dei titoli competitivi, hanno seguito l'IP solo per il carisma dei numerosi personaggi presenti nel gioco. Ormai l'Auditorium pullula talmente tanto di gioia e passione condivisa, che è possibile tagliare le emozioni con un coltello da burro. Tutti sono soddisfatti, soprattutto Blizzard, che aveva bisogno di far re-innamorare di sé il proprio pubblico, in seguito a un paio di scivoloni di comunicazione avvenuti nell'ultimo anno.
Noi siamo ancora frastornati dalla qualità degli annunci appena visti, ma lo siamo diventati ancora di più quando, al termine dell'evento, abbiamo visto persone che non si conoscevano parlare tra loro come fossero amici di lunga data. Esaltazione generale, toni di voce troppo alti perché incapaci di contenere la propria passione, abbracci e pacche sulle spalle. Rare volte ci siamo trovati di fronte a tanta passione per un singolo evento in streaming. Una passione che sembra veramente capace di unire, in un mondo che punta sempre più sulla divisione del singolo individuo.
Forse noi tutti abbiamo bisogno di far parte di qualcosa, perché le passioni sono cose belle, ma è il condividerle con qualcun altro a renderle davvero meravigliose.
Grazie, Blizzard. Non per gli epici annunci o per la qualità tecnica delle cut-scene. Grazie per averci permesso di prendere parte a uno dei momenti di coinvolgimento emotivo collettivo più belli degli ultimi anni e per aver dimostrato come, nonostante il tuo nome, tu sia paradossalmente in grado di far scaldare i cuori di tutti gli appassionati.

