DOOM Eternal è una bomba demoniaca pronta a farvi detonare il cervello | Provato
Siamo stati invitati da Bethesda a provare con mano il nuovo DOOM Eternal: ecco le nostre sensazioni a esattamente due mesi dall'uscita
Se è vero che proprio ieri vi abbiamo raccontato dei tanti pregi di DOOM e messo sul piatto tutto ciò che avremmo voluto vedere in questo seguito, siamo rimasti piacevolmente colpiti nel constatare come tutto ciò che poteva essere migliorato, lo è stato. E non solo: gli sviluppatori hanno lavorato di fino e in maniera decisa per confezionare un gioco che, nelle tre ore di prova, è riuscito a superare le nostre aspettative già piuttosto alte. A partire dal gameplay nudo e crudo, furioso e famelico come sempre, che in Eternal, però, richiede più precisione e un'attenta gestione delle risorse: sparando come dei pazzi e lasciandosi trasportare dalla sete di sangue, infatti, potrebbe capitare più di una volta di ritrovarsi senza munizioni e con le spalle al muro. Un processo di accuratezza che passa, come anticipato, per la richiesta di una precisione maggiore da parte del DOOM Slayer, con l'accento posto sui punti deboli dei nemici, da distruggere immediatamente per privarli delle loro armi principali. Una soluzione vincente che ci obbliga a usare la testa e a giocare di strategia, costringendoci a mirare ai punti deboli per cercare di massimizzare i danni, allo scopo di non sprecare proiettili e di non ritrovarci, come già detto, con le spalle al muro.
Per quanto riguarda le bocche da fuoco e il loro potenziamento, DOOM Eternal propone la solita folle e vasta scelta di arsenale, mettendo al centro dell'esperienza di shooting le sensazioni dei giocatori e le loro capacità di adattamento alle varie situazioni e alla tipologia di nemici. Nelle prime tre missioni, quelle che ci è stato concesso provare, abbiamo fatto a brandelli orde di demoni con il fucile a pompa, quello di sempre, versatile e letale; abbiamo messo a segno degli egregi headshot con il cannone pesante, l'arma di precisione dell'arsenale, ottima per distruggere punti deboli da una buona distanza; ci siamo fatti strada tra gli scudi con il fucile al plasma, che ritorna anche in questo secondo capitolo; e ci siamo fomentati imbracciando il lanciarazzi e facendo esplodere davvero qualsiasi cosa.
In Eternal ritornano anche i potenziamenti, questa volta in una versione leggermente più stratificata ma mai ingombrante o cervellotica, offrendo differenti soluzioni per personalizzare i propri ferri del mestiere compatibilmente al proprio stile di gioco, così come le rune, ottenibili in differenti punti nascosti della mappa e non più attraverso delle sfide (le quali lasciano concettualmente il posto ai Cancelli Slayer, eventi nascosti e piuttosto ostici che ricompensano con ulteriori potenziamenti per l'arsenale).
Per muoversi nel mondo di gioco, il DOOM Slayer ha a disposizione alcune aggiunte al proprio sistema di movimento. Aggiunte che, a conti fatti, rendono il gioco ancora più frenetico e movimentato di quanto già non fosse, permettendo soluzioni evasive immediate e idee di approccio al combattimento sempre naturali e dinamiche, in una frenesia generale che, al contrario di quanto possiate pensare, non risulta caotica e confusa quanto, incredibilmente, più fruibile e bilanciata. Lo scatto, ad esempio, utilizzabile fino a due volte di fila, permette di uscire da scontri troppo affollati e di allontanarsi di qualche metro, quel tanto che basta per rivalutare il campo di battaglia in pochi attimi e di ripensare, quindi, la strategia di attacco. Certo, così è tutto più veloce e l'attenzione ai propri movimenti dev'essere sempre elevata, uno sforzo maggiore che contribuisce a chiudere il cerchio con quanto descritto nei primi paragrafi dei questo articolo, ovvero precisione assoluta e gestire delle risorse.
Dal punto di vista prettamente tecnico, DOOM Eternal è una gioia per gli occhi: fluido e stabile - la nostra prova su PC non ha mai evidenziato alcun calo di framerate, mantenendosi ancorato ai 60 FPS - non manca di stupire con giochi di luce eccezionali, esplosioni fragorose e schizzi di sangue densi e lucidi. Il tutto è accompagnato da una colonna sonora battente e galvanizzante, che non manca di cullare il giocatore lungo l'avventura scandendo il ritmo e rendendo gli scontri a fuoco quasi uno spin-off di Guitar Hero, passateci l'analogia, per quanto è capace di rendere musicale e cadenzato ogni singola azione dello Slayer.
Dopo questa prova lunga ed esaustiva, la voglia di mettere le mani sulla nostra copia di DOOM Eternal è alle stelle. Ancora una volta, dopo il DOOM del 2016, id Software ci ha sorpresi riproponendo uno stile di gioco essenziale, intelligente e che va dritto al punto, senza orpelli, in un titolo furioso e aggressivo, dove non c'è nemmeno il tempo di ricaricare la propria arma, perché la ricarica passa attraverso una motosega piantata nel petto di un demone. Come abbiamo già detto, tutto quanto poteva essere migliorabile (partendo da una base già di per sé eccellente) sembra essere stato migliorato e, anzi, senza tirare il freno a mano, il team di sviluppo ha deciso di alzare la posta con aggiunte folli e creative in grado di disegnare una curva di apprendimento piuttosto elevata, studiata per divertire e stimolare i futuri cacciatori di demoni.