Vite Digitali: Final Fantasy VII e la selvaggia umanità di Red XIII | Speciale
Vite Digitali continua a parlare di Final Fantasy VII, ospitando, questa settimana, il saggio e carismatico Nanaki, conosciuto anche con il nome di Red XIII
Inutile dire, quindi, che le nostre aspettative sono molto alte e che, nonostante molti dubbi siano stati risolti dalla demo che potete trovare sul PlayStation Store, rimangono ancora alcune perplessità legate alla longevità del titolo e al metodo con il quale gli sviluppatori hanno deciso di collegare questo primo, enorme, capitolo, con il prossimo episodio. Sarà possibile portare i personaggi al livello 100? Potremo importare i salvataggi nella seconda parte di Final Fantasy VII Remake?
Quello che sappiamo per certo, è come nel titolo in uscita il 10 aprile potremo utilizzare solamente Cloud, Barret, Tifa e Aerith. È stato ufficializzato, però, che farà la sua comparsa anche Red XIII, i nobile guerriero di Cosmo Canyon che, in un secondo momento, si unirà al nostro gruppo. Per non farvi trovare del tutto impreparati di fronte a questo interessantissimo personaggio, abbiamo quindi deciso di ospitarlo all'interno dell'episodio di questa settimana di Vite Digitali.
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Per coloro che ancora non lo sapessero, Vite Digitali è la rubrica domenicale che si occupa di analizzare, senza il minimo spoiler, i personaggi più importanti dei videogames da un punto di vista emotivo. Cosa si nasconde dietro le linee di testo scritte dai narrative designer? Quali sono i messaggi che dovrebbero arrivare al giocatore? Noi, ovviamente, non abbiamo tutte le risposte, ma ci piace avere la possibilità di suggerirne qualcuna, nella speranza che possiate chiudere questo articolo con un qualche riflessione in più alle spalle e con un barlume di curiosità verso l'opera alla quale facciamo riferimento.
Il vero nome dell'ospite di questa settimana è Nanaki e fa parte di una tribù di creature dall'aspetto simile a un leone che vive in una zona desertica di Gaia (il mondo di Final Fantasy VII) nota come Cosmo Canyon. Catturato dalla Shinra per essere utilizzato come una cavia da laboratorio, Nanaki verrà manipolato geneticamente dal professor Hojo, sviluppando così il suo astio nei confronti della razza umana. Il nome con il quale faremo la sua conoscenza, Red XIII, è infatti quello datogli dagli scienziati per differenziarlo dagli altri esperimenti.
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Nonostante l'aspetto animalesco, la razza di Nanaki è in grado di parlare e sembra essere anche molto più saggia e posata degli esseri umani. Questa intelligenza non appartiene solamente a Red XIII, ma a tutta la sua specie, che si relaziona attraverso un linguaggio dal registro forbito ed elegante. Ancora una volta, quindi, troviamo una tematica ambientalista alla base dell'opera diretta da Yoshinori Kitase. Con la presenza di Red XIII, viene messa sotto i riflettori la problematica degli esperimenti sugli animali. Animali che, anche se privi della parola come Nanaki, possono percepire le intenzioni dell'uomo e che mai potrebbero comportarsi nello stesso modo nei confronti della nostra razza.
Ogni volta che Nanaki entra in scena, ogni volta che vediamo il tatuaggio sulla gamba e ogni volta che leggiamo il suo nome nei menù di gioco, la nostra mente andrà alle terribili atrocità subite dalla giovane creatura e dagli altri animali torturati dagli scienziati. Una sofferenza in grado di risvegliare nel grosso felino l'odio per quelli che lui definisce come "le cose su due gambe", ma che lo porterà comunque a unirsi ai nostri eroi per salvare il pianeta, una volta compresa la minaccia che incombe. L'ennesima prova che, anche nel mondo di Final Fantasy, un animale può dimostrarsi più uomo di un umano.
Forse è proprio questo dualismo tra l'aspetto animalesco di Nanaki e la sua intelligenza superiore alla nostra razza ad affascinare il giocatore. Nel corso del gioco, infatti, saranno presenti alcune parti dove Red XIII si dimostrerà essere il personaggio più saggio del party, ma, all'occorrenza, saprà anche far emergere il suo lato animalesco, in grado di travolgere i suoi avversari con la forza della natura. Una natura alla quale, il grosso felino, sembra essere particolarmente affine, elemento che verrà ricordato più volte durante il viaggio di Cloud e dei suoi compagni. Dopotutto, proprio come nel nostro mondo, è l'essere umano l'ospite di questa Terra. Una Terra che potrebbe, prima o poi, stancarsi della nostra presenza, sempre più votata al caos, alla sperimentazione e al costante superamento di tutti i limiti imposti dalla natura.