Immersi in profondità, nella Rapture di BioShock | Suggestioni Videoludiche
In questo appuntamento di Suggestioni Videoludiche scopriamo la Rapture di BioShock, titolo di punta di Irrational Games
Presto la conflittualità ideologica tra Stati Uniti e Unione Sovietica avrebbe portato all’origine della Guerra Fredda, ma prima di assistere alla divisione del mondo in blocchi, un uomo, stufo dei dogmi politici e dell’etica morale, avrebbe proposto una terza via. Il suo nome è Andrew Ryan, grande magnate degli affari, nato a Minsk, in Bielorussia, e in seguito cittadino naturalizzato americano. Secondo Ryan, l’uomo deve essere libero dalle catene imposte dallo Stato e dalla religione per potere ottenere la felicità. Da qui l’origine di Rapture, metropoli sottomarina in cui i migliori della società possono realizzare le loro ambizioni.
E in effetti la Rapture di BioShock prospera in fretta. Tuttavia, più è veloce l’ascesa, più è rovinosa la caduta. Persino nella metropoli utopistica di Andrew Ryan nasce il divario tra ricchi e poveri; si diffonde tra i cittadini la dipendenza da sostanze come l’Adam, per l’ossessiva necessità di migliorare se stessi; si ha il bisogno di sentire altre voci al di fuori di quelle di Ryan, come quella della Dottoressa Lamb, vicina agli abitanti dai bassifondi, o di Atlas, leader dei lavoratori. Per tali ragioni, sorprende poco l’evento durante la notte di capodanno del 1958: mentre l’elite di Rapture sta per brindare all’anno nuovo presso il ristorante Kashmire, i ribelli guidati da Atlas assalgono la struttura. L’attacco dà inizio a una profonda guerra civile tra Ryan e il leader dei lavoratori che porta al declino di Rapture, oramai covo di dipendenti di Adam e di megalomani schizofrenici. Il meglio della società si è tramutato nel peggio più grottesco e disumano, dove non si ha un briciolo di pietà nemmeno nei confronti di bambine orfane, le sorelline.
Ascoltando le registrazioni, sentendo i racconti di Atlas, nostra guida del viaggio, combattendo contro i mostri di Rapture, veniamo sempre più convinti che Andrew Ryan meriti una fine atroce, perché con le sue manie non ha fatto altro che creare una distopia vivente. Altro che terza via. Tutto in Rapture ci lascia coi brividi perché mostra come si riduce l’uomo a essere totalmente libero: cercherà sempre di controllare i più deboli, i più indifesi, coloro che non possono essere definiti uomini. Comprendiamo appieno questa verità per cortesia di Andrew Ryan stesso: “Un uomo sceglie, uno schiavo obbedisce”.
Attraverso la sua ambientazione, BioShock enfatizza la profondità dalla sua trama e dei suoi personaggi. All’apparenza, la metropoli sottomarina, con l’altitudine dei suoi edifici e le luci e le installazioni avanguardiste, manifesta ottimismo, modernità e futurismo, ma in realtà le sue mura e i suoi canali sono un salto tetro nel passato, dove vince violenza, sangue e brutalità, in un riciclo di processi storici cui l’uomo è soggetto. Ken Levine e Irrational Games hanno cercato di esprimere una visione di questa portata tramite il videogioco, e per questo non possiamo che essergli riconoscenti per avere fatto comprendere questa potenzialità al medium.