Daemon X Machina: la recensione

C’è una profonda dicotomia tra l’anima narrativa e quella ludica di Daemon X Machina. La prima è ermetica, a tratti oscura, procede in maniera incredibilmente lenta e sembra quasi che le cose più importanti che avvengano lo facciano fuori da quello che il gioco racconta. Capovolge costantemente le prospettive, non esistono sempre buoni né sempre cattivi, anzi non esiste quasi la concezione di bene e male, perché in un contesto nel quale agiscono molteplici fazioni e ancor più mercenari i punti di vista, le necessità, gli ideali, sono vari e differiscono in maniera sensibile tra di loro. La seconda, invece, è diretta, veloce, furiosa, mette il giocatore nel bel mezzo di un inferno di proiettili, missili, laser, ed è perfettamente chiaro quello che deve fare, tirare giù quanti più nemici possibile, facendo affidamento su di un arsenale ricco e devastante. È quindi strana produzione quella sviluppata da First Studio, che funziona co...