Le classifiche hanno da sempre scosso la community non solo dei videogiocatori, ma di qualsiasi tipo di entertainment: la soggettività non riuscirà mai a cedere il passo a qualcosa di più equo e che possa accontentare tutti, ma l’ultima idea avuta dall’emittente giapponese NHK ha provato a mettere tutti d’accordo. A fine dicembre, la rete del Sol Levante aveva deciso di lanciare un sondaggio tra i fan del Giappone per stabilire quali fossero i migliori Final Fantasy di sempre, i migliori personaggi della saga e anche quali fossero i boss e le summon più amate. Ne è uscita una classifica decisamente interessante, che ci dà diversi spunti di discussione e che proviamo a contestualizzare adesso, rapportando il tutto alla cultura occidentale, ben diversa da quella orientale, radicata su aspetti più solenni.

Partiamo con qualche dato riguardante il sondaggio stesso: NHK ha racconto 468.654 voti, per un campione che è composto per il 49,2% da ragazze e per il 50,8% da ragazzi. La maggior parte di tutti i votanti ha un’età compresa tra i 30 e i 39 anni, per un totale del 44,5%. Il resto, invece, appartiene a una fascia più giovane, il che significa che inevitabilmente non ha avuto modo, se non recuperandoli nel tempo, di giocare di prima mano i capitoli più vecchi. Al di là di questo aspetto, però, la classifica smentisce qualsiasi dubbio a riguardo, perché le posizioni molto alte di Final Fantasy VI e Final Fantasy VII significa che per quanto possano appartenere alla prima metà degli anni Novanta, rappresentano dei capolavori che vanno al di là dei vincoli generazionali e temporali.

 

 

Iniziamo, così, l’analisi con la classifica dei migliori Final Fantasy. Al primo posto il sondaggio di NHK spinge Final Fantasy X: un risultato inaspettato, soprattutto perché la storia di Tidus precede quella di Cloud Strife e Final Fantasy VII, che tra un mese e poco più tornerà con il proprio remake. Proprio le avventure che iniziano a Midgar e si spostano verso il tempio degli Antichi si collocano al secondo posto, per poi completare il podio con Final Fantasy VI e la straziante epopea contro Kefka Palazzo. Senza snocciolare l’intera classifica, sottolineiamo, prima di procedere con qualche analisi più capillare, alcune posizioni degne di nota: si tratta del quarto posto di Final Fantasy IX, una favola medievale dai toni ovattati ma allo stesso tempo pregna di pathos e di solennità, nel pieno rispetto dei canoni rinascimentali, e del quinto posto di Final Fantasy XIV, un titolo che non smette di sorprendere dal punto di vista narrativo a livello internazionale, ma che fa fatica, soprattutto in Italia, a espandersi oltre quella nicchia di appassionati di MMORPG. A riprova, invece, delle difficoltà narrative incontrate nell’ultimo periodo da parte della saga, il quattordicesimo e il quindicesimo posto appartengono a Final Fantasy XIII e Final Fantasy XII: va da sé che la classifica non si basa sulla qualità della scrittura, ma nel complesso la saga di Square Enix fonda moltissimo sulla qualità dei suoi personaggi e della bontà dello scenario, oltre alle meccaniche di gioco, che per quanto memorabili in alcuni momenti hanno ceduto il passo ai suoi interpreti. Il sondaggio di NHK, tra l’altro, sottolinea che il 60% dei voti arrivati per Final Fantasy IX è figlio delle scelte femminili, che hanno sicuramente sposato la maggior sensibilità nei confronti di una storia d’amore genuina come quella tra Gidan e Garnet, oltre alla disarmante e naif condizione vitale di Vivi.

 

 

Final Fantasy X è stato votato, invece, per il 52,5% da maschi, permettendo al titolo di ergersi in questa classifica e dare una nuova chance a Tidus di poter raccontare quella storia che, effettivamente, non ebbe altre occasioni di snocciolare. Nel decimo capitolo della saga ideata da Hironobu Sakaguchi c’era tutto: il sacrificio, quello di Yuna che voleva ripercorrere le orme del padre Braska, così come quello dei suoi guardiani, a partire da Wakka e Lulu, oltre che Kimahiri. C’era il tema del viaggio, che da sempre si sposa a quello della crescita dell’eroe, sia per quanto riguarda l’Invocatrice sia per quanto riguarda lo stesso Tidus, un personaggio spesso bistrattato e denigrato per la pochezza espressiva e per l’essere in maniera eccessiva gagliardo: il figlio di Jetch, però, serbava quel tristissimo segreto che soltanto nelle ultime battute del suo percorso gli viene rivelato, ossia il suo essere un sogno, un ragazzo mai esistito, un semplice palliativo per risolvere il dramma che attanagliava Spira da decenni. Una rivelazione distruttiva e dilaniante, che accostato a un battle system che aveva trovato il proprio compimento definitivo nei turni e che nel sistema di sviluppo ci aveva messo dinanzi a una Sferografia elaborata e affascinante, confluiva anche nel side-game più completo e appassionante della saga: il blitzball, del quale ancora non capiamo perché Square Enix non abbia prodotto uno standalone. Non ci lascia senza sorpresa il fatto che Final Fantasy X possa precedere Final Fantasy VII, ma è indubbio che il voto sia inficiato dalla differenza generazionale, che sicuramente ci permette di aver apprezzato maggiormente dei momenti topici della lotta a Sin rispetto a quella contro Sephiroth. Sì, sentita, ma che sul finale, subito dopo aver recuperato Cloud nel party dopo il suo momento di totale smarrimento mentale, perdeva quel ritmo serrato che aveva condizionato la storia degli EX SOLDIER fino a quel momento.

 

 

Se però Cloud deve cedere il passo per quanto riguarda la prima classifica, sulla seconda non ha rivali. Un dato sorprendente, perché sul podio accanto a lui ci sono Yuna e Aerith, seguite da Vivi al quarto e Gidan al quinto. Tidus si accontenta di un settimo posto stringato, precedendo sia Lightning che Tifa, oltre che Zack e Sephiroth. Quest’ultimo ci lascia abbastanza di sorpresa, essendo sempre stato l’antagonista per eccellenza della saga, nonché l’unico, oltre a Kefka Palazzo, a identificarsi come antagonista dall’inizio alla fine: d’altronde il resto dei capitoli della saga si affidava a un deus ex machina finale, uno scontro contro un essere superiore che si rivelava essere il vero male che attanagliava il mondo, un po’ come Sin che interviene per sbaragliare Seymour o anche Necron al posto di Kuja in Final Fantasy IX. A penalizzare sicuramente l’angelo dall’unica ala è il suo essere votato al lato cattivo, probabilmente, o anche il fatto che la sua presenza non è intensa come i protagonisti, come logica suggerisce, il che lo costringe a cedere il passo alla sua nemesi, Cloud. L’EX SOLDIER si prende di diritto il primo posto, che sicuramente sarà impreziosito dall’arrivo del remake, per svariati motivi: Strife può risultare amichevole per il suo essere uno di noi, un ragazzo sì con le capacità fisiche potenziate, ma che affronta i problemi senza fare l’eroe, ma semplicemente mettendoci lo spirito di rivalsa necessario ad avere la meglio. Non è arrogante, non è presuntuoso: è taciturno all’inizio, è distrutto da un passato che crede reale ma che in realtà è stato distrutto dalle radiazioni a cui è stato sottoposto. Emerge gradualmente arrivando a sfidare il leggendario Sephiroth, che era stato il suo modello da giovane, ponendo fine alla sua sete di potere. Finisce per affrontarlo nuovamente in Advent Children, con una tale vigoria che non può non essere apprezzata, sfoderando la sua iconica Omnislash, che in CGI diventava qualcosa di magnifico, che speriamo possa essere anche nel Remake. Il podio è completato inevitabilmente dalle due figure femminili più forti della saga: Yuna, sulla quale abbiamo già espresso un’analisi di compiacimento, e Aerith, che rappresenta il più grande dolore della storia del videogioco, una pietra miliare nella capacità di emozionare del medium videoludico. La sua morte non basta a farla dimenticare, tenendola presente per l’intera vicenda di Final Fantasy VII, fino alla fine.

 

 

Finisce per essere curiosa e inaspettata la scelta di unire i migliori boss con le migliori summon, equiparando i due ruoli. Ugualmente sorprendente è il fatto che, a questo punto, Sephiroth si debba accontentare di un settimo posto nella classifica dei migliori personaggi e non possa quindi ottenere un posto di grande prestigio in questa terza graduatoria. Si lascia intendere, quindi, che per miglior boss si faccia riferimento alla battaglia che lo vede protagonista ed è per questo che Kefka Palazzo si prende il secondo posto. Il resto della classifica è abbastanza atipico, così come il primo posto, che inserisce Kinights of the Round in vetta: la summon di Final Fantasy VII è sicuramente la più affascinante per la difficoltà nel reperimento, che chiede un Gold Chocobo oppure di sconfiggere la Ruby Weapon per poterla recuperare: KOTR diventa, così, un’evocazione utile esclusivamente per stendere, nel caso, la Emerald Weapon, e nulla più, ma con una potenza inarrivabile soprattutto se inanellata con le Materie adatte, come la W-Summon o la Final Attack. Di altrettanto valore è Anima, collocata al quarto posto e appartenente a Final Fantasy X: la bellezza di questa evocazione è tanto narrativa, essendo la madre di Seymour diventata Eone per sacrificio spontaneo, quanto scenica, rappresentando un demone incatenato che raccoglie attorno a sé le anime dei morti. Decisamente inaspettata la presenza di Valefor al sesto posto, trattandosi della summon basic di Yuna in Final Fantasy X, nonché il Dark Eone più facile da sconfiggere nell’endgame: la fenice riesce a scalzare persino Bahamut ZERO di Final Fantasy VII che Shiva di Final Fantasy X. Per quanto riguarda i boss, invece, Sephiroth deve accontentarsi della sua versione Safer e del decimo posto, nulla di più, nulla di meno. Ancor più curiosa è la posizione di Tomberry, relegato alla numero 25 e come riferimento a Final Fantasy VIII, nonostante la sua presenza sia distribuita equamente nella maggior parte dei capitoli.

 

 

Chiudiamo con una postilla dedicata alle colonne sonore: non poteva non esserci in vetta alla classifica To Zanarkand, la main theme di Final Fantasy X, quella che apriva la schermata del titolo iniziale e che faceva da tappeto musicale all’inizio della storia di Tidus. Composta da Nobuo Uematsu, To Zanarkand si presentava nella sua versione instrumental esclusivamente suonata al pianoforte, ma è stata riproposta negli anni anche in maniera sinfonica nei numerosi concerti organizzati in tutto il mondo. A seguire troviamo Battle at the Big Bridge ed Eyes on Me di Final Fantasy VIII, la prima delle melodie con testo in questa classifica. Sorprendente il sesto posto della One-Winged Angel, il cui testo in latino esprime la solennità e la potenza della canzone, oltre a essere da anni la chiusura di tutti i concerti di Distant World, a dimostrazione della forza evocativa del pezzo composto sempre da Nobuo Uematsu. Tra le altre cantate troviamo all’ottavo posto Melodies of Life di Final Fantasy IX e all’undicesimo Suteki da Ne di Final Fantasy X, la romantica canzone cantata al Lago di Macalania.

Al di là, quindi, delle classifiche realizzate è indubbio che il valore di Final Fantasy, di tutta la saga, sia altissimo: che si ponga l’uno o l’altro in vetta alla classifica diventa quasi superfluo, dinanzi a una qualità che negli anni ha saputo regalare al mercato dei videogiochi delle pietre miliari e anche dei momenti di altissima emozione. Resta comunque interessante e affascinante ascoltare le classifiche di tutta la community e potrebbe essere altrettanto appassionante poter commentare una eventuale classifica figlia di un sondaggio svolto in occidente e non soltanto in Giappone, culla sì del videogioco e della saga di Final Fantasy, ma che potrebbe dimostrarsi di essere non troppo in linea con le scelte compiute tra Europa e America. A voi la parola e la classifica.