LuccaCG15: Vietti, Checchetto e Mossa presentano Life Zero
Nel corso dello showcase dedicato a Life Zero, Vietti, Checchetto e Mossa hanno parlato della nuova miniserie originale pubblicata da Panini Comics
Marco Checchetto ha illustrato la genesi di Life Zero: l'idea dietro il fumetto è sorta fra il 2007 e il 2008 nel corso di una telefonata tra Checchetto e Vietti. Il progetto è nato dalla passione condivisa per il fumetto d’azione e quello zombie. Life Zero all'inizio era quasi un gioco, un mix fra le volontà e le passioni degli autori. Chiusa la prima conversazione telefonica a riguardo, Checchetto realizzò subito dopo uno schizzo, che poi è divenuto il primo artwork del fumetto. Il progetto è rimasto in hiatus per diversi anni, a causa degli impegni lavorativi dei due autori. Al Lucca Comics and Games di due anni fa Panini si è dimostrata interessata a rendere questo sogno realtà.
Gli autori sono molto felici del risultato finale. Il primo albo, uscito proprio in edizione di questa edizione di Lucca Comics and Games, è presentato in edizione regular e variant. Life Zero è una miniserie di tre uscite a caduta bimestrale.
Il colorista Andres Mossa ha poi parlato della collaborazione ormai simbiotica, che dura oramai da più di un anno, con Checchetto iniziata su Avengers World. Il disegnatore propose Life Zero a Mossa, come test. Test riuscito ovviamente, con grande soddisfazione reciproca. Mossa si dichiara molto cresciuto dal punto di vista professionale grazie a Life Zero. La colorazione dello stesso è inoltre stata molto studiata, e anche sperimentale sotto certi aspetti. Stessa tecnica poi utilizzata in Star Wars: Shattered Empire. Life Zero si può definire tranquillamente un “comics italiano”.
Vietti ha parlato del suo modo di scrivere, diviso in tre fasi: la prima ha come protagonista la storia originale in senso assoluto. Successivamente si passa dall’idea alla sceneggiatura: qui esordiscono le prime influenze da altri medium, specie nelle scene d’azione, in quei passaggi “silenziosi”. La terza fase è quella dei dialoghi: questi sono brevi ed efficaci, concisi, come nei videogame. Vietti ha lavorato con una sceneggiatura all’americana, non bonelliana: ossia meno rigida, fatta di dialoghi e passaggi di sequenze, lasciando grande libertà al disegnatore per l’impostazione dello storytelling.
Checchetto ha raccontato delle sue influenze specifiche, precisando come questo fumetto sia il manifesto del suo amore per John Carpenter: da La Cosa a 1997: Fuga da New York. Il personaggio principale, inoltre, assomiglia a Solid Snake di Metal Gear Solid, videogame a sua volta ispirato proprio a Fuga da New York. Il protagonista è influenzato a livello grafico anche dal Punitore della Marvel. Non vi è alcuna influenza da parte del fumetto Nathan Never, né per il disegnatore che per lo scrittore. Le fonti d'ispirazione, dal punto di vista dei videogame, sono giunte principalmente da Resident Evil. Praticamente nullo, il contributo in termini d'ispirazione da parte di The Walking Dead: Life Zero non è una storia di zombie, è una storia con gli zombie. Nel primo numero si è giocato a proporre tutto ciò che Life Zero potrebbe sembrare, ma la storia sarà ribaltata nel secondo numero e poi nuovamente anche nel terzo.