Twin Peaks 1x05 "The One-Armed Man" (L'uomo con un solo braccio): la recensione
Quinto episodio della prima stagione di Twin Peaks: i fili dell'indagine si collegano, mentre sempre più forte è la simbiosi tra sogno e realtà
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Twin Peaks 1x05 "The One-Armed Man" (L'uomo con un solo braccio): la recensione
Ciò che è eccezionale e non smetterà mai davvero di sorprendere non è tanto la simbiosi tra sogno e realtà, tra allucinazione e concretezza, quanto il modo in cui i personaggi si trovano ad abbracciare l'ignoto come se fosse una parte a lungo celata di loro stessi. Twin Peaks, come la Derry di It di Stephen King, è un luogo che ha proliferato intorno al dolore e al sovrannaturale. La stessa segheria, cuore pulsante delle attività economiche che vediamo in una sigla solo apparentemente rassicurante, ne è un simbolo fortissimo.
Gli abitanti hanno manipolato gli alberi che crescono all'ombra delle cime gemelle, ne hanno strappato le radici impregnate di un terreno carico di segreti, sorte in un bosco che si apre su realtà inimmaginabili e dove si alzano sipari oscuri. Tutto ciò ha un prezzo, e anche se chi abita a Twin Peaks non lo può sospettare, è come se questa idea si fosse annidata nelle loro vite, aspettando solo di saltar fuori.
Sempre più viene costruito il personaggio di Audrey, che da ragazzina viziata si trasforma sotto i nostri occhi, anche in seguito all'infatuazione per Cooper, in un personaggio sempre più attivo nella storia. Qui la vedremo in due momenti chiave, il primo nel bagno della scuola a parlare con Donna ("In the real life there is no algebra"), il secondo direttamente con suo padre a chiedere un lavoro per poter indagare più da vicino sugli eventi.