Twin Peaks 2x13 "Checkmate" (Scacco matto): la recensione
L'agente Cooper affronta una delle sue sfide più difficili, mentre lo scontro con i Renault raggiunge il culmine, nel tredicesimo episodio della stagione per Twin Peaks
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L'episodio, diretto da Todd Holland, cerca di recuperare parte del fascino del passato, almeno nel ricorso a immagini non convenzionali. Lo fa già a partire da una prima scena che si ricollega direttamente al finale della precedente, e che quindi vede il ritorno del maggiore Briggs, ancora sconvolto da ciò che ha passato, ma segnato da immagini vivide, come quella di un gufo gigante. Ulteriori spiegazioni dovranno attendere, mentre l'uomo viene condotto via per ulteriori indagini. La nostra attenzione viene quindi sviata sulle consuete e poco entusiasmanti storyline secondarie, stavolta a dire il vero più digeribili.
Molto buoni anche i due lampi nel finale. Il primo è quello che vede Leo svegliarsi dopo moltissimi episodi in cui era stato accudito, e a volte ridicolizzato, da Shelly e Bobby. Il momento è giocato molto bene, e dopo puntate e puntate a costruire suggerimenti e tensioni circa il suo, molto prevedibile, risveglio, è una scena che non delude. Il secondo è ancora migliore, e vede Windom Earle entrare in scena nel modo brutale, con la fusione dei due elementi che lo hanno contraddistinto fino ad ora ai nostri occhi: gli scacchi e la morte.