Tra 12 giorni la Mostra del cinema di Venezia svelerà il suo programma in una conferenza stampa che, come l’anno scorso, sarà trasmessa anche in streaming online. La penuria di grandi nomi di Cannes aveva lasciato intuire una certa contrazione che poteva riflettersi in una Venezia più ricca (ma c’è anche la quasi contemporanea Toronto con cui litigarsi le premiere), eppure sembra che il programma possa andare anche al di là delle aspettative.

Alcuni film, è noto, sono ormai finiti, montati e post-prodotti, pronti insomma per la visione, altri irrinunciabili da festival erano in predicato per Cannes e per un motivo o per l’altro non ce l’hanno fatta, altri ancora sono notoriamente stati blindati da Barbera (è il caso di alcuni italiani che nel settore tutti sanno che saranno lì). Nel complesso quello che è ragionevole ipotizzare troveremo nel programma è solo uno spicchio del festival ma è già abbastanza per esultare.

Cominciamo dai più certi. È chiaro da tempo ormai che Suspiria di Luca Guadagnino sarà a Venezia, in lavorazione da molto tempo è pronto e sempre più voci lo danno per assicurato (sarebbe divertente vederlo in concorso). Potremmo facilmente vedere Capri – Batterie di Mario Martone Sulla Mia Pelle il film di Alessio Cremonini sulle ultime ore di Stefano Cucchi con Alessandro Borghi e Jasmine Trinca.

Ci saranno, sembra, anche Zerocalcare o meglio il film La Profezia Dell’Armadillo, tratto dai suoi fumetti e diretto da Emanuele Scaringi con Simone Liberati (l’attore già visto e molto apprezzato in Cuori Puri) e Le Villeggianti, il film di Valeria Bruni Tedeschi con lei stessa e Valeria Golino. Anche se per entrambi non è chiara la collocazione. Al contrario pare che sarà alle Giornate degli Autori il ritorno di Valerio Mieli con Ricordi?, film con Luca Marinelli che arriva 9 anni dopo il suo fortunato esordio, Dieci Inverni.
Chiude la schiera di possibili film italiani l’azzardo più clamoroso (ma potrebbero esserci dei problemi legati al fatto che sia effettivamente pronto) ovvero la presenza delle prime due puntate di L’Amica Geniale, la serie co prodotta da Rai Fiction, HBO e TimVision tratta dai libri di Elena Ferrante, evento mondiale che non stonerebbe visto che The Young Pope fu presentato proprio a Venezia.

Più difficile invece fare previsioni sul fronte internazionale, anche se alcune cose sono ormai chiare. Fin da maggio è dato per molto molto probabile la presenza a Venezia del cosiddetto “pacchetto Netflix”, ovvero i film che il festival di Cannes, a causa della sua politica di obbligo di uscita nelle sale francesi dei titoli che presenta, ha rifiutato. Si parla quindi del film di Orson Welles inedito, terminato da Peter Bogdanovich, The Other Side Of The Wind (non stupirebbe trovarlo addirittura in preapertura), e soprattutto Roma di Alfonso Cuaron che a Venezia l’ultima volta aveva presentato Gravity e che potremmo vedere fuori concorso per via del conflitto d’interessi posto dal fatto che il presidente di giuria quest’anno è il suo carissimo amico Guillermo Del Toro.

Altro nome che da diversi festival viene chiamato a gran voce senza essere ancora annunciato è quello di Xavier Dolan, atteso a Cannes ha disertato e ora sembra doveroso che il suo primo film pienamente americano, La Mia Vita con John F. Donovan (con Kit Harington), sia a Venezia, come del resto dovrebbe accadere per il Norway di Paul Greengrass, che torna ad occuparsi di terrorismo ma stavolta norvegese e l’altro illustre scartato da Cannes, Peterloo di Mike Leigh.

Più clamorosa e difficile invece potrebbe essere la presenza di Steve McQueen con Widows: Eredità Criminale, il film con Elizabeth Debicki protagonista. Il regista con 12 Anni Schiavo aveva scelto Toronto al posto della Laguna per, si dice, ragioni di spesa (il festival di Venezia non avrebbe voluto pagare voli e ospitalità anche a una folta schiera di assistenti aiutanti e via dicendo che accompagnano il regista) e il fatto che apra il festival di Londra ad Ottobre come anteprima internazionale (cioè del continente europeo) farebbe pensare che abbia preferito di nuovo Toronto per quella mondiale. Come del resto potrebbe essere clamoroso il colpo (se confermato) di Jacques Audiard, beniamino di Cannes, che sarebbe a Venezia con The Sisters Brothers, western che vanta come protagonisti Jake Gyllenhaal e Joaquin Phoenix. Come del resto sarebbe uno strappo a Cannes importante il nuovo film di Roberto Minervini, Nobody In This World Is Better Than Us – Chris Christy, l’autore di documentari più clamoroso che abbiamo in Italia.

Appartengono invece alla categoria dei film “in cerca di un festival”, cioè opere che vivono per la presenza in qualche kermesse internazionale e sono pronte, The Favourite di Yorgos Lanthimos (con Emma Stone) e Opera Senza Autore di Florian Henckel von Donnersmarck.

Più difficile ma comunque valevole una scommessa sarebbe poi la presenza di due film in uscita a settembre. Uno è A Simple Favor di Paul Feig, indubbiamente più piccolo e inusuale per un festival ma di cui si parla da tempo molto bene, e l’altro è Ride, thriller d’azione tutto girato con GoPro diretto da Jacopo Rondinelli e prodotto da Fabio Guaglione e Fabio Resinaro (gli autori di Mine) che esce nei giorni del festival. Di certo non ci sarà invece Ride (stesso titolo dell’altro ma in italiano), l’esordio alla regia di Valerio Mastandrea, pare già blindato dal Torino Film Festival.

Infine ancora in trattativa sono sia la presenza di Damien Chazelle con Il Primo Uomo (in cui Ryan Gosling interpreta Neil Armstrong, il primo uomo sulla Luna) che semplicemente potrebbe non essere pronto in tempo, ed È Nata Una Stella l’esordio alla regia di Bradley Cooper la cui selezione (magari in apertura) sarebbe soggetta alla presenza o meno al Lido di Lady Gaga che ne è protagonista assieme allo stesso regista.

Insomma tanta, tantissima carne al fuoco. Tra poco meno di due settimane scopriremo veramente quali di questi film vedremo al Festival: noi di BadTaste.it ve li comunicheremo tempestivamente dalla conferenza stampa ufficiale.

Consigliati dalla redazione