Nel giorno del debutto in laguna del suo Suspiria, il regista Luca Guadagnino ha incontrato la stampa per rispondere ad alcune tra le molte domande suscitate dal film, ispirato all’omonimo argentiano del 1977 ma lungi dall’esserne un tradizionale remake. Accompagnato dalle protagoniste Tilda SwintonDakota Johnson, il cineasta ha chiarito la scelta di ambientare la sua opera nello stesso anno d’uscita del Suspiria di Argento, spostando però l’azione da Friburgo a Berlino.

“Quando abbiamo pensato al film con Dave Kajganich, lo sceneggiatore [The Terror, ndr], non abbiamo avuto alcun dubbio sul fatto che l’epoca dovesse rimanere la stessa in cui il film originale era ambientato”, spiega Guadagnino. “Il film di Dario si svolge a Friburgo, nella sua cosmogonia ci sono tre città del Male: Torino, Friburgo e New York. I film che ha fatto sulle Tre Madri si svolgono in queste città. È l’immaginario argentiano; volevamo mantenere il film in Germania, ma spostarci dove avevano luogo gli eventi più importanti della Storia, quindi la Berlino divisa dal muro, un’ambientazione molto forte rispetto al concetto di inclusione e di esclusione, di scontro generazionale, di colpa e di memoria.”

Approfondendo la scelta della collocazione nel 1977 e il relativo influsso sull’estetica e la cromia del film, il regista ha proseguito: “Suspiria si svolge in quello che storicamente è detto “autunno tedesco”, raccontato in un film a episodi che si chiama Germania in autunno, che include un cortometraggio di Fassbinder, e fa riferimento alla morte dell’industriale tedesco ucciso dalla RAF di cui si parla in Suspiria. Era inevitabile per me, per il direttore della fotografia e per tutti i collaboratori concentrarsi su questo momento storico. Inoltre mi piace pensare che, essendo un film dell’orrore, parli dell’inconscio: tra i riferimenti più forti che avevamo, c’era la pittura di Baltus, che ha saputo eviscerare al meglio il suddetto inconscio.”

A proposito di Fassbinder, Guadagnino non ha negato l’influenza del cineasta tedesco sulla sua poetica: “Mi piace pensare che lo shock emotivo provato vedendo film straordinari come quelli di Fassbinder sia come un cibo che mi consente di nutrirmi di intuizioni. È come se mi permettessero di scartare tutto ciò che non è interessante per ciò a cui stiamo lavorando; sicuramente Fassbinder è stato uno dei più grandi cineasti successivi al cinema dei padri, e ha raccontato i personaggi femminili in modo straordinariamente tridimensionale.”

Non è mancata una domanda legata alle polemiche sulla disparità di genere nel cinema e sullo sguardo di un regista uomo su un microcosmo femminile come quello rappresentato in Suspiria; domanda a cui Guadagnino ha risposto con ponderata saggezza, sottolineando la necessità di superare una volta per tutte la ripartizione in generi piuttosto inutile al cinema. “È un terreno scivoloso, poiché si rischia di cadere nella banalità”, ha detto il regista.”Vorrei evitare di dire banalità, come l’aver avuto – nel cinema – incredibili ritratti femminili realizzati da uomini o sontuose cineaste donne che hanno rappresentato il maschile in un modo forse terminale. Gli immaginari hanno bisogno di essere spezzati, le consuetudini sono forme di arteriosclerosi; speriamo, tanto come gruppo che come individui, di aver dimostrato e di continuare a dimostrare di essere liberi da queste forme di consuetudine e trivialità del nostro immaginario.”

Anche Tilda Swinton si è pronunciata sull’argomento, ricordando la scomparsa della regista ucraina Kira Muratova, passata quasi sotto silenzio. “Voglio sottolineare che le donne dirigono, da molti decenni, film bellissimi e meravigliosi che magari non vengono neppure distribuiti o che, comunque, non raggiungono la notorietà”, ha dichiarato l’attrice britannica. “Per esempio, tra i grandi maestri – e uso il termine master intenzionalmente, non volendo connotarlo con un discorso di genere – abbiamo Kira Muratova, che è morta all’inizio di quest’anno, ma il suo annuncio mortuario è stato del tutto irrilevante, almeno in Occidente. Non sarebbe successo così nel caso di personaggi come Scorsese, Coppola o Bertolucci… Lunga vita a loro. Per lei, è stato un annuncio trascurabile. È un elemento importante e che non dobbiamo dimenticare: le donne hanno fatto e continuano a fare film; anche noi,” dice facendo cenno a Johnson, “siamo state in qualche modo registe di questo film, e come noi ci sono state altre cinquanta o sessanta donne che hanno lavorato a Suspiria. Dobbiamo modificare l’approccio alla questione, perché il cinema non sia più legato al genere ma uno stato libero, senza connotazione maschile o femminile.”

Inoltre, Swinton continua a negare di aver interpretato più ruoli all’interno del film, mantenendo intatto un mistero sollevato sin dal primo trailer e dicendo qualcosa di più sul presunto collega Lutz Ebersdorf, interprete del professor Klemperer che molti hanno identificato con l’attrice inglese: “Purtroppo non è qui con noi, ma è stato un incredibile privilegio lavorare con uno spirito completamente nuovo, accanto a qualcuno che non è un attore ma uno psicanalista, nonché una persona molto riservata.”

Riguardo l’esperienza sul set, l’attrice ha speso parole entusiaste: “Devo dire che è stato tutto molto divertente, anche le parti più dure del lavoro, anche perché mi trovavo con un gruppo di persone che adoro. Eravamo in Italia, in questo albergo a Varese, ed era come stare in una sorta di asilo nido, un campo giochi dove siamo stati tutti benissimo.” Dakota Johnson ha elogiato Suspiria, definendolo “il tipo di cinema che mi piace fare e anche quello che mi piace guardare”.

Sulla collaborazione con Thom Yorke, frontman dei Radiohead e autore della colonna sonora di Suspiria, Guadagnino ha detto: “Thom è l’eccezione alla regola che prevede di non incontrare mai i propri miti per non restarne delusi; in questo caso, è stato vero il contrario. Per me era fondamentale che fosse lui a dar voce a questo film, perché rappresenta la voce della mia, della nostra generazione. La colonna sonora dei Goblin ha inciso in maniera radicale, a partire dal progressive rock e influenzando quarant’anni di musica, volevamo che ci fosse un approccio altrettanto forte e immediato. Con Thom abbiamo iniziato a lavorare un mese prima delle riprese. È stato meraviglioso, una collaborazione sublime. Su Melissa P fui obbligato a lavorare con un compositore, con tutto il rispetto per lui, ma non la considero un’esperienza in tal senso; dopo, ho sempre lavorato con musiche di repertorio. Suspiria è la prima volta in cui, con un musicista, siamo riusciti a fare una colonna sonora originale e ne sono davvero orgoglioso.”

Infine, sulla possibilità di un sequel che apra a un vero e proprio franchise nello spirito delle Tre Madri argentiane, sia il regista che le sue due muse hanno mantenuto la porta aperta con un vago, “Perché no?”. Non resta che attendere.

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