Adam Robitel non sapeva niente delle Escape Room fino a che non l’hanno contattato per proporgli la sceneggiatura di un film intitolato Escape Room.
All’epoca era al lavoro sulla post-produzione di Insidious: L’Ultima Chiave e lo script di Escape Room che gli era stato sottoposto era solo una prima bozza, lo stesso la prima cosa che si è dovuto far spiegare è stata cosa siano le Escape Room.

Attore, sceneggiatore e ora regista di horror, Robitel ha una passione per le dimensioni impossibili e la creazione di minacce in molti che paiono altri. Escape Room però è un thriller insolitamente “terreno” per la sua trama.

Qual è la definizione del genere cui appartiene Escape Room?

Montagne russe psicologiche. Il nostro target sta più o meno tra i 15 e i 25 anni anche per questo iniziamo barando, con una scena che poi rivedremo più avanti nel film. È un trucco me ne rendo conto, perché anticipo senza ragione una scena dinamica e poi torno indietro nel tempo per capire come ci si arrivi, ma mi serviva di prendere subito quel tipo di pubblico, fargli vedere cosa li aspetta e poi poter costruire con calma i personaggi”.

Ti offendi se ti dico che Escape Room somiglia un po’ a Saw?

No anzi, al cuore il film ha elementi di Saw senza dubbio. Immagina che io voleva girare un film che non fosse noioso mentre il produttore voleva un prodotto per ragazzi, più tarato sulla suspense che sullo shock, un po’ Final Destination, un po’ Cabin In The Woods. Poi se chiedi a me è Dieci Piccoli Indiani”.

 

 

Le stanze sono determinanti in un film così, chi le ha disegnate?

Sì è così. Se Saw ha i suoi strani strumenti di tortura questo film ha le stanze. È stata la mia sceneggiatrice Maria Melnik a disegnare le stanze come estensioni psicologiche dei personaggi, ad esempio quella iniziale, la lobby, ha il fuoco perché un personaggio è stato traumatizzato dal fuoco. I vari design poi sono stati realizzati da Ed Thomas, il nostro designer, che ha lavorato molto in Sudafrica, per costruire i set, e a lui abbiamo chiesto ad esempio come si possa disegnare una lobby dall’arredamento freddo e moderno che poi diventa un forno”.

Visto che una Escape Room è un gioco che prevede una narrativa interna secondo te un regista sarebbe in grado di disegnarne una dal vero?

Mi piace pensare che avendo fatto un film del genere ne sarei capace, di certo non saprei elaborare gli enigmi, so che li cambiano ogni due tre anni”.

Prima però dovresti imparare a conoscerle….

Considera che quando mi hanno spiegato il fenomeno mi sono eccitato e mi sono informato, ho capito che hanno caratteristiche visive molto dinamiche e che c’è una precisa art direction. Ho capito insomma una cosa fondamentale per il film, cioè che una buona Escape Room è un personaggio, ha i suoi enigmi e oggetti da sbloccare o anche qualcosa da proiettare, è a tutti gli effetti un mezzo di comunicazione visivo”.

 

Le Escape Room che vediamo nel film sono tutte quelle che avete ideato o ce ne sono di scartate?

Una l’abbiamo dovuta scartare per questioni economiche, sarebbe stata grandissima e noi avevamo solo una grande fabbrica abbandonata come set dove costruirle. Era la stanza in cui Ben e Jason hanno le allucinazioni, doveva essere una stanza tipo Indiana Jones, ma ci volevano davvero troppi effetti speciali”.

Non è un mistero che il film finisce con ampie possibilità di sequel, hai già scritto la Bibbia?

La Bibbia? Siamo pieni di idee! Abbiamo già pronta tutta la mitologia dietro alla storia, il ruolo dei puzzle makers ecc. ecc. Ma al momento è troppo presto per capire se faremo altri film. Di certo abbiamo lasciato tantissimo da esplorare. Mi piacerebbe portare gli enigmi delle Escape Room nel mondo reale, un mondo di enigmi in cui tutti guardano gli altri sospettosi”.

Protagonisti del film Taylor Russell, Logan Miller, Deborah Ann Woll, Jay Ellis, Tyler Labine, Nik Dodani e Yorick van Wageningen.

Questa la sinossi ufficiale:

Sei giovani, dai diversi vissuti ed esperienze, all’apparenza legati solo dal caso, si ritrovano a partecipare come concorrenti ad una nuova esperienza di gioco immersiva: l’escape room della Minos, dalla quale si può uscire solo risolvendo una serie di complessi enigmi, ma in caso di vittoria ben 1 milione di dollari saranno consegnati ai vincitori. Quello che doveva essere solo un gioco innocuo, si trasformerà ben presto in un incubo dalla tortuosa via di fuga, che metterà a dura prova i concorrenti, costretti a combattere contro il loro peggior nemico: sé stessi.

Escape Room arriverà nei cinema dal 14 marzo.