Di palme d’oro che in Italia hanno incassato più di Parasite ce ne sono state, anche considerando quelle non anglofone e ovviamente non italiane, ma successo del film di Bong Joon-ho si sta rivelando un caso importante. Solo 4 palme d’oro negli ultimi 20 anni hanno superato i 2 milioni di incasso (Fahrenheit 11/9, La stanza del figlio, Il pianista, The Tree of Life). Con l’incasso di questa settimana Parasite arriva a quasi 1 milione e 400mila euro con una tenitura impressionante (380mila euro nel primo weekend, 450mila euro nel secondo con un buon aumento di copie e 300mila in questo terzo con un moderato calo di copie).

In America con i 16 milioni di dollari incassati fino ad ora (circa 14,5 milioni di euro) è il film straniero di maggiore incasso dell’anno e, dai calcoli di Screen International, lì è anche già la palma d’oro in lingua straniera di maggior incasso di sempre (ha superato facilmente i 6,7 milioni di Amour), la quarta in assoluto dopo Fahrenheit 11/9, Pulp Fiction e Il Pianista (i cui 32 milioni sono difficilissimi da raggiungere).

L’Italia dunque potrebbe facilmente finire ad essere il terzo mercato occidentale per peso (dopo i 10 milioni di euro incassati in Francia e i 18 a cui dovrebbe arrivare il film negli Stati Uniti) qualora ce la facesse a superare anche di poco il milione e 800mila euro della Germania (nell’altro importante mercato europeo, l’Inghilterra, uscirà a Febbraio cioè a ridosso degli Oscar, quindi sarà un’altra partita proprio). E arrivare a 2 milioni è il nuovo obiettivo di Academy Two ora che il film ha superato di gran lunga le aspettative iniziali di un incasso totale di 1 milione e 300mila euro.

Se il successo francese non è difficile da spiegare (visti i buoni incassi che fa il cinema da loro e il fatto che abbia vinto la manifestazione francese più importante), quello americano è stato frutto di un’accorta politica di poche sale iniziali e un lento passaparola a partire dalla comunità coreane sparse in America fino a generare un battage tale (complici giornali e media che si sono giustamente innamorati sia del film che delle sue possibilità di successo) che ha consentito al film di fare il salto verso il pubblico mainstream. Ora, forte di questo successo, è di gran lunga il titolo più accreditato a una vittoria nella categoria del miglior film internazionale (che sostituisce da quest’anno il miglior film straniero).

Da noi invece Academy Two l’ha fatto uscire subito in 119 copie grazie a una partnership con Lucky Red, indispensabile a detta di Alessandro Giacobbe, managing director della società, perché “il mercato italiano di accesso alla sala è ancora riservato alle distribuzioni maggiori che vincolano gli esercenti. Si tratta di una nota dolente ma facendo di necessità virtù abbiamo collaborato con una casa dotata di potere contrattuale maggiore con l’esercizio per avere spazi adeguati. Da soli è difficile che riusciamo a superare le 70 copie”.

Contrariamente a quanto si creda e si dica Giacobbe sostiene che la vittoria della Palma non sia stato un problema ma anzi un incentivo: “Sono nella distribuzione da 6-7 anni ma ho fatto l’esercente per 40. La palma è da sempre un valore se programmi in un cinema di qualità, tranne in quei casi in cui è veramente un film difficile. Molti film che sarebbero passati inosservati hanno invece ricevuto attenzione per via del premio”.

Secondo la distribuzione tuttavia il vero merito del successo è del film e del vecchio passaparola: “Non ci aspettavamo una risposta importante perché è un film orientale e perché da noi Bong Joon-ho non è noto ma statisticamente questo film sta piacendo a tutti”.

In virtù dell’esperienza con The Square, un’altra palma ma distribuita da Teodora “forse un film anche più difficile di questo da promuovere” secondo Giacobbe, Academy Two conta di tenere Parasite in qualche sala fino anche a Natale, almeno nelle principali città. Del resto “The Square ce la fece”. Di certo già dalla prossima settimana cominceranno a diminuire di un bel po’ gli schermi perché il film ha esaurito la sua corsa nei centri minori e rimarrà più che altro in quelli maggiori, tuttavia Academy Two non nasconde l’ambizione di arrivare a 2 milioni totali “intendiamoci però, anche se facciamo poco meno è un grande successo lo stesso”.

Costato relativamente poco (le cifre non le hanno volute divulgare ma parliamo di numeri molto inferiori rispetto ad un Almodovar o un Ken Loach) il film è stato acquistato al mercato di Cannes, quindi a ridosso della proiezione ufficiale, ma prima della vittoria della palma con un misto di abilità e fortuna: “Basti pensare che alla prima proiezione del mercato di distributori italiani c’eravamo solo noi ed un altro. Abbiamo fatto un’offerta e un po’ di trattativa e ce lo siamo aggiudicato. La ritengo una fortunata intuizione del nostro team che l’ha voluto vedere subito”.