Patrick Stewart è attualmente impegnato nella promozione stampa di Star Trek: Picard, la serie TV in arrivo su Amazon Prime Video dove tornerà nei panni del leggendario personaggio (ecco tutti i dettagli nella nostra scheda della serie).

Ovviamente, i vari appuntamenti con la stampa hanno fornito lo spunto per parlare con l’attore di un altro ruolo a cui è stato legato per moltissimi anni, ovvero quello del professor X nella saga degli X-Men prodotta dalla (fu) 20Th Century Fox.

Con Variety, ad esempio, ha espresso parole di stima nei riguardi di James Mangold, regista con cui ha lavorato per Logan – The Wolverine l’acclamato capitolo finale della saga del celeberrimo mutante Marvel diventato icona cinematografica grazie a Hugh Jackman.

A Digital Spy Patrick Stewart ha invece svelato di essersi incontrato con Kevin Feige un paio di mesi fa e di aver discusso di Charles Xavier insieme a lui.

Il boss dei Marvel Studios, lo ricordiamo, ha visto decollare la sua carriera proprio “grazie ai capelli di Wolverine” nel primo X-Men di Bryan Singer.

Mi sono incontrato con Kevin Feige un paio di mesi fa e abbiamo avuto una lunga, lunga conversazione. Ci sono stati movimenti e suggerimenti, che includevano anche Charles Xavier. Ma c’è un problema [circa un suo eventuale ritorno nei panni del personaggio, ndr]. Se non avessimo fatto Logan allora sì, sarei forse stato pronto a sedermi ancora una volta su quella sedia a rotelle. Ma Logan ha cambiato tutto. Vi racconto un piccolo aneddoto. La prima volta che io e Hugh abbiamo visto il film in pubblico è stato al Festival di Berlino, che ha ospitato la premiere del lungometraggio. Poco dopo la morte di Xavier, ho cominciato essere assalito da una certa emotività, ma dovevo contenermi perché eravamo nel bel mezzo di un cinema pieno di persone. Poi ho notato che Hugh stesso si stava asciugando una lacrima. E ho pensato, “Dannazione, quel bastardo sta piangendo. Lasciati andare Patrick!” e ho iniziato a singhiozzare. Hugh mi ha preso la mano e abbiamo finito di vedere gli ultimi sette, otto minuti del film così, perché avevamo davvero tanti elementi da processare. Eravamo toccati dalla storia, da quello che accadeva ai nostri reciproci personaggi. Dal film nel suo complesso. Ma, entrambi, avevamo anche deciso di dire addio così ai nostri personaggi. Proprio per questo, non si trattava solo della morte di quei due uomini in un film, ma anche del nostro addio a questi ruoli”.

Cosa ne pensate delle parole di Patrick Stewart? Potete dire la vostra nello spazio dei commenti qua sotto.