Nonostante i continui rinvii di Wonder Woman 1984, l’incertezza attorno all’uscita di Assassinio sul Nilo e alle recenti polemiche legate al futuro progetto di un film su Cleopatra, nei prossimi mesi tutta l’attenzione del grande cinema potrebbe essere catturata da un’attrice: Gal Gadot. 

Dopo il successo globale di Wonder Woman l’immagine pubblica di Gal Gadot si è caricata di una responsabilità che, solitamente, era tipica degli attori che interpretavano i supereroi Marvel. Ovvero quella di essere rappresentanti dei valori contenuti nel film, anche fuori dallo schermo. Il film di Patty Jenkins è stato vissuto come un importante passo in avanti nella rappresentazione femminile al cinema.

Una protagonista donna che diventa eroina senza nascondere la sua vera natura.

Inevitabilmente la vita, prima del successo e quella privata, di Gal Gadot è stata passata al vaglio dello storytelling hollywoodiano. Ed è questa la forza che, nel bene e nel male, la rende una star (nel senso più classico del termine). Riservata, ma sicura di sé, Gal Gadot è riuscita a diventare un simbolo non solo di bellezza, ma di emancipazione e di libertà.

Origini

Nata a Rosh Ha’ayin in Israele ha vissuto un’infanzia semplice. Il padre ingegnere e la madre insegnante di ginnastica l’hanno stimolata a seguire un progetto di vita tradizionale e comune, che Gal ha fatto suo accettandolo di buon grado. Avrebbe studiato diligentemente, seguendo il normale percorso di studi con il sogno di diventare avvocato. La sua bellezza era emersa ben prima dell’incontro con Hollywood. Ma non sentiva che quella fosse la sua vera vocazione. Aveva rifiutato diverse proposte per entrare nel mondo della moda.

Viveva una giovinezza normale: studiava e arrotondava lavorando per Burger King. Forse per curiosità, forse per scherzo, sua madre la iscrisse al concorso di Miss Israele nel 2004. Nonostante la poca voglia di partecipare, lo vinse e rappresentò il suo paese per Miss Universo, sempre nello stesso anno. L’attrice racconta di avere cercato di “autosabotare” l’esito fingendo di non conoscere bene l’inglese, vestendo brutti vestiti e mantenendo un atteggiamento poco collaborativo.
Non vinse.

Gal Gadot Fast

La svolta

La sua carriera da attrice iniziò però in quel momento, con qualche ruolo nella televisione Israeliana e la svolta nel 2009 con il ruolo di Gisele Yashar nel quarto film di Fast & Furious. E poi Wonder Woman. Un personaggio così difficile da trasporre nella sensibilità moderna, e così amato nonostante il lungo tempo lontano dal grande schermo. Seguirono le consuete polemiche dopo il suo casting, esattamente come era successo per i più celebri Henry Cavill e Ben Affleck. Gal Gadot faceva discutere il fandom. E proprio allora tutti capirono che era arrivato il suo momento.

Oggi Gal Gadot possiede il futuro di Hollywood. Una delle poche star in grado di uscire con eleganza dalle polemiche.  Il primo casus belli fu il suo sostegno alle truppe israeliane durante l’attacco a Gaza del 2014. Il secondo, molto più recente, un video poco riuscito di sostegno durante il lockdown fatto con altre star. I VIP cantavano Imagine come segno di speranza, ma a molti apparì solo il benessere e la tranquillità con cui le star potevano ipocritamente dire a tutti di stare tranquilli senza impegnarsi in aiuti economici o diretti.

Wonder Woman femminista

Ma l’immagine di Wonder Woman che Gal Gadot ha fatto sua è più forte che mai. La Diana Prince che vedremo nel 1984 promette di essere una donna matura, una supereroina ormai formata e consapevole dei suoi poteri e delle sue responsabilità. Proprio come Gal Gadot stessa, che del ruolo ha fatto una missione di vita: “una delle cose più importanti è che puoi sognare di diventare qualcuno o qualcosa solo dopo che l’hai visto rappresentato visivamente” dice a proposito dell’importanza di avere modelli femminili forti sul grande schermo. “I ragazzi possono immedesimarsi da sempre nel protagonista e credere di essere l’eroe che salva la situazione. Noi donne non abbiamo avuto questo tipo di rappresentazione. Credo sia veramente importante, soprattutto per me che ho due figlie, mostrare il potenziale di quello che si può essere”.

La dedizione è massima: dove può, gira le scene d’azione senza stuntman (aiutata anche dalla sua preparazione militare). E si fa ambasciatrice di valori positivi, sia nell’impegno civile sia nella rappresentazione della vita famigliare.

Wonder Woman 1984
In un mondo ancora troppo abituato a parlare delle donne come “la moglie di…”, è alta la curiosità quando si intravvede una situazione opposta. Il marito di “Wonder Woman”, Yaron Varsano, viene raccontato ai giornali come uno Steve Trevor. Serio, disponibile, sempre di sostegno verso la carriera di Gal Gadot e verso la loro vita famigliare.

Attraverso il racconto di una famiglia equa, senza “ruoli” e quindi con la sua vita privata, Gal Gadot sta plasmando la rappresentazione femminile delle star. Una missione di emancipazione condotta dentro e fuori lo schermo. Un tentativo di insegnare e mostrare l’equità, non solo alle donne, ma soprattutto agli uomini. Proprio come Diana, al cinema, cambiava Trevor e lo rendeva un uomo nuovo. Moderno e consapevole, per certi versi.

Gal Gadot arriverà a breve sugli schermi (si spera del cinema) con Wonder Woman 1984 e con Assassinio sul Nilo. Con un un modello di vita ammirabile e con due possibili successi planetari in arrivo, l’attrice sembra ormai lanciata verso la sua consacrazione. Con il chiaro intento di provare ad essere per le altre donne e per le bambine, quello che le amazzoni erano per Diana durante il prologo di Wonder Woman, quando la piccola guerriera le guardava ammirata mentre si allenavano. Ne copiava i gesti, le movenze. Voleva essere come loro: una donna forte, sicura di sé: libera. Non è semplice portare il peso di una carriera che corre veloce. Ma potrebbe riuscire (e forse ci è già riuscita) ad essere come il suo personaggio: un faro di speranza in un mondo che cambia e che cambia il mondo.

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Fonte: Variety