5 curiosità su Avatar Fuoco e Cenere che (forse) non sai

Nuove tribù, sogni che arrivano da lontano e scelte tecniche radicali: il terzo viaggio su Pandora è molto più di un semplice sequel

Condividi

Gli umanoidi blu di Pandora sono tornati e ancora una volta hanno attirato i fedeli seguaci di quella che è una delle saghe più potenti degli ultimi anni. Anche questa volta il terzo capitolo del progetto di James Cameron, Avatar Fuoco e Cenere è un passo in avanti, a livello tecnologico e narrativo e riscrive le regole del cinema spettacolare, regalando un’esperienza ancora più intensa, cupa e stratificata rispetto ai film precedenti.

Questa volta il fulcro non è lo spettacolo straordinario delle immagini - ricordiamolo: è stato il primo film in 3d in epoca moderna - ma il conflitto. Interno, familiare, culturale. Il mondo dei Na’vi si espande e si frattura, mentre la saga affronta il tema della sopravvivenza da prospettive inedite, anche scomode. Dietro le quinte si nasconde un lavoro enorme fatto di scelte rischiose, ossessioni una serie di dettagli curiosi che vale la pena raccontare.

Cose interessanti su Avatar Fuoco e Cenere

Avatar Fuoco e Cenere è il terzo capitolo del colossal di fantascienza che fa un pò da spartiacque tra il prima e dopo della storia di questo genere cinematografico, inserito dal National Board of Review nella lista dei migliori dieci film dell'anno. Ecco allora 5 curiosità che aiutano a capire perché questa volta potrebbe essere la più ambiziosa di tutti.

Avatar-Fuoco e Cenere - (Copyright dello studio di produzione e/o del distributore)-badtaste

1. Un film “gemello” girato insieme al precedente: le riprese di Fuoco e Cenere sono iniziate anni fa, precisamente nel 2017 e si sono intrecciate con quelle di La via dell’acqua, il secondo capitolo. Una decisione precisa di James Cameron, pensata per garantire coerenza sia nella visione che nella narrazione, ma che ha allungato enormemente i tempi di produzione. In questo modo il film nasce già come parte di un disegno più ampio, non come semplice seguito.

2. Il Popolo della Cenere rompe l’equilibrio di Pandora: Per la prima volta la saga introduce una tribù Na’vi apertamente antagonista. Guidati dalla carismatica Varang, interpretata da Oona Chaplin, questi nuovi personaggi vivono in ambienti vulcanici e incarnano un rapporto con Pandora più aggressivo e distruttivo. Ma i Na’vi non era un popolo monoliticamente “puro”?

3. Il 3D spinto oltre i limiti tradizionali: Come già accaduto in passato, Cameron sperimenta con l’High Frame Rate a 48 fps. Ma qui la tecnologia viene modulata scena per scena, evitando l’effetto iper-realistico che aveva diviso il pubblico in altre produzioni, ottenendo un risultato 3D più fluido, immersivo e sorprendentemente cinematografico.

4. La performance capture come recitazione totale: Per Zoe Saldaña, Neytiri non è un personaggio “animato”, ma una performance a tutti gli effetti. La tecnologia cattura micro-espressioni, postura e intenzioni emotive, rendendo il lavoro degli attori più simile al teatro che al doppiaggio tradizionale. Un approccio che ridefinisce il concetto stesso di interpretazione digitale.

5. Tutto nasce da un sogno adolescenziale: L’universo di Pandora affonda le sue radici in una visione avuta da Cameron quando era poco più che ventenne: una foresta bioluminescente, colori irreali, una natura viva e pulsante. “Mi sono svegliato e l’ho subito abbozzata a colori. C’erano alberi luminosi, muschio viola e forme vegetali che ricordavano la fibra ottica” Ha fatto sapere il regista. Fuoco e Cenere riprende quella suggestione originaria, ma la declina in chiave più oscura, quasi apocalittica, chiudendo idealmente un cerchio creativo iniziato decenni fa.

In copertina: Avatar-Fuoco e cenere-Copyright dello studio di produzione e/o del distributore-badtaste

Continua a leggere su BadTaste