"9 settimane e ½”, stasera in TV: i retroscena sulle scene spinte, le controfigure di Kim Basinger e i 30 chili persi di Mickey Rourke
Un film che ha scandalizzato e diviso: dietro la pellicola erotica degli anni Ottanta ci sono curiosità che meritano di essere raccontate
E’ uno di quei film che non ha bisogno di presentazioni e che a 40 anni dalla sua uscita, continua a far parlare di sé. 9 settimane e ½ ha scandalizzato, sedotto e diviso, ma sicuramente ha rotto gli schemi, facendo anche della sua musica, un simbolo erotico. Stasera su Rai Movie non va in onda soltanto una storia di passione senza freni ambientata nella New York yuppie degli anni Ottanta, ma un esperimento cinematografico che ha spinto il mainstream verso territori allora considerati proibiti, pagando un prezzo altissimo in termini di critica, ma guadagnando nel tempo l’aura del cult.
Il lato nascosto di 9 settimane e ½
Al centro di tutto, due attori destinati a segnare un’epoca. Kim Basinger e Mickey Rourke, allora non ancora Star Hollywoodiane divennero in breve tempo simboli di un nuovo pensiero sensuale. Un’ascesa che, nel caso di Rourke, passò anche attraverso un sacrificio fisico impressionante: per il ruolo perse circa 30 chili, per modellare un personaggio magnetico ma ben lontano dagli stereotipi dell’eroe romantico.
Meno noto al grande pubblico è il fatto che molte delle sequenze più esplicite non videro direttamente coinvolta la Basinger. Per le scene più estreme furono impiegate due controfigure femminili, scelte per proteggere l’attrice e rispettare i limiti concordati sul set. A supervisionare quei momenti delicati c’era persino un consulente d’eccezione: Ron Jeremy, icona del cinema hard dell’epoca, chiamato a garantire realismo e sicurezza durante le riprese.
In Copertina: Mickey Rourke e Kim Basinger in 9 settimane e ½-Copyright di Metro-Goldwyn-Mayer e di altri studi di produzione e distributori pertinenti-badtaste