Accordo Warner-Netflix: la società di streaming rifiuta i nuovi accordi, Warner Bros passerà a Paramount?

Netflix ha comunicato ufficialmente che non aumenterà l'offerta per acquisire Warner Bros. Discovery. Paramount ha la strada spianata?

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Colpo di scena nel risiko dei media internazionali: Netflix ha ufficialmente annunciato che non aumenterà la propria offerta per acquisire Warner Bros. Discovery, abbandonando di fatto la gara e lasciando campo libero a Paramount Skydance. La decisione è stata comunicata dai co-CEO Ted Sarandos e Greg Peters, che hanno definito l’operazione “non più finanziariamente attraente” alle condizioni richieste per eguagliare la proposta rivale. Una mossa che potrebbe ridisegnare gli equilibri dell’industria dell’intrattenimento globale.

Tutto nasce dalla comunicazione del consiglio di amministrazione di Warner Bros. Discovery, che ha ritenuto l’ultima proposta di Paramount Skydance una “Superior Proposal” rispetto all’accordo di fusione già esistente con Netflix. In base ai termini contrattuali, Netflix aveva la possibilità di rilanciare per pareggiare o superare l’offerta concorrente. Dopo aver valutato le nuove condizioni economiche, la società ha però scelto di non farlo.

Nel loro comunicato, Sarandos e Peters hanno spiegato che l’accordo negoziato con WBD avrebbe creato valore per gli azionisti e presentato un chiaro percorso di approvazione regolatoria. Tuttavia, hanno ribadito la disciplina finanziaria del gruppo: al prezzo necessario per competere con Paramount Skydance, l’operazione non risulta più sostenibile. Warner Bros., hanno aggiunto, è un’organizzazione “di livello mondiale”, ma l’acquisizione era “un nice to have al giusto prezzo, non un must have a qualsiasi prezzo”.

L’offerta di Paramount Skydance è strutturata in modo particolarmente aggressivo: 31 dollari per azione, una ticking fee di 0,25 dollari per trimestre a partire dal 30 settembre 2026 fino al closing, e una penale regolatoria da 7 miliardi di dollari qualora l’operazione non si concludesse per motivi antitrust o normativi. Inoltre, Paramount si è impegnata a coprire la termination fee da 2,8 miliardi di dollari che Warner Bros. Discovery dovrebbe versare a Netflix per sciogliere l’accordo precedente. Se la transazione procederà come previsto, Netflix incasserà quindi questa somma.

Dal punto di vista finanziario, il mercato ha reagito positivamente alla scelta di Netflix: il titolo ha registrato un forte rialzo nelle contrattazioni after-hours, con un incremento superiore al 10%. Il messaggio degli investitori sembra chiaro: meglio rinunciare a un’acquisizione costosa che compromettere la solidità del bilancio. Netflix ha colto l’occasione per ribadire la propria strategia industriale. L’azienda si definisce in salute, in crescita organica e trainata da un catalogo di film e serie di alta qualità e da un servizio streaming “best-in-class”. Per il 2026 sono previsti investimenti per circa 20 miliardi di dollari in contenuti originali, oltre alla ripresa del programma di riacquisto di azioni proprie, in linea con la politica di allocazione del capitale.

Sul piano regolatorio e societario, la vicenda è accompagnata da un articolato apparato informativo: Warner Bros. Discovery ha depositato una proxy statement definitiva presso la SEC (U.S. Securities and Exchange Commission), documento che dettaglia i termini dell’operazione e gli interessi dei dirigenti coinvolti. Sia Netflix sia WBD hanno invitato investitori e azionisti a consultare la documentazione ufficiale per comprendere rischi, condizioni e possibili sviluppi. Tra i fattori di incertezza citati figurano l’approvazione degli azionisti, il via libera delle autorità, l’eventuale contenzioso legale, le condizioni macroeconomiche e l’integrazione delle attività.

Se Paramount Skydance completerà l’operazione, si troverà a guidare uno degli studi più iconici di Hollywood, con implicazioni potenzialmente enormi per cinema, televisione e streaming. Netflix, dal canto suo, sceglie di rafforzare la crescita interna piuttosto che espandersi tramite acquisizioni miliardarie. Una decisione che, almeno per ora, sembra aver convinto il mercato e che dimostra come, nell’economia dei media, la disciplina finanziaria possa contare quanto l’ambizione strategica.

Fonte / Netflix
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