Acquisizione dei Golden Globe: è guerra tra la Hollywood Foreign Press Association e Penske Media
La HFPA fa causa a Penske Media per l'acquisto dei Golden Globe: chiesti 150 milioni di danni tra accuse di frode, boicottaggio e monopolio
Il sipario sui Golden Globe non cala mai, ma questa volta la drammaturgia non si consuma sui red carpet di Beverly Hills ma nelle aule del tribunale federale di Los Angeles. La Hollywood Foreign Press Association (HFPA), la storica organizzazione no-profit che per quasi ottant'anni ha gestito uno dei premi più blasonati del cinema mondiale, ha intentato una causa di vasta portata contro Penske Media Corporation (PMC), colosso dell'editoria e proprietario di testate iconiche come Variety, Rolling Stone e The Hollywood Reporter.
L'accusa scagliata dall'ex associazione di stampa estera è pesante: aver condotto un’acquisizione ostile e sottomesso il prestigioso riconoscimento attraverso un “processo fittizio viziato da frode”. La richiesta di risarcimento formulata dai legali della HFPA supera i 150 milioni di dollari.Dallo scandalo etico al grande boicottaggio
Per comprendere la gravità dello strappo occorre riavvolgere il nastro al febbraio 2021. Un'inchiesta esplosiva del Los Angeles Times portò alla luce gravi carenze etiche e una totale assenza di membri neri all'interno della HFPA. La reazione della Hollywood che conta fu immediata: boicottaggi da parte di potenti agenzie di PR, attori che restituirono le statuette e la decisione della NBC di cancellare la diretta televisiva della cerimonia nel 2022.
In quel momento di profonda vulnerabilità, la HFPA avviò un piano di riforme interne che culminò, nel 2023, nella vendita delle risorse legate ai Golden Globe alla Dick Clark Productions, entità controllata congiuntamente da Penske Media e dal gruppo di investimento Eldridge.
Oggi, tuttavia, i rappresentanti della disciolta associazione ribaltano la narrativa: secondo l'atto di citazione, PMC avrebbe scientemente rinfocolato il boicottaggio del settore al solo scopo di soffocare l'organizzazione, ridurne la valutazione di mercato e rilevarne il controllo a condizioni di netto favore.Il cuore della battaglia legale ruota attorno alle garanzie che avrebbero convinto i giornalisti della HFPA ad approvare la cessione dell'evento. Nella causa si sostiene che ai membri originari fosse stato promesso il mantenimento a vita del diritto di voto per i Golden Globe, oltre al diritto d'accesso alla serata di gala.
Promesse che, secondo l'accusa, Penske Media avrebbe poi infranto unilateralmente:
“Penske ha disatteso questa promessa fondamentale, garantendo il diritto di voto unicamente a chi accettava un contratto di lavoro diretto sotto il Penske Trust. Il risultato è un organo votante asservito, che opera a totale discrezione dell'editore invece che come entità giornalistica indipendente.”
L'azione legale ipotizza inoltre frequenti violazioni delle norme antitrust. Essendo proprietaria delle principali riviste di settore, PMC eserciterebbe un vero e proprio potere monopolistico sulla pubblicità strategica For Your Consideration — le campagne promozionali milionarie che gli studi orchestrano durante la stagione dei premi — tagliando fuori gli storici componenti della stampa estera da questo florido mercato.
La risposta dei vertici di Penske Media e dell'organizzazione dei Golden Globe non si è fatta attendere ed è arrivata con toni particolarmente duri, respingendo ogni addebito e definendo la citazione in giudizio come un disperato tentativo di speculazione.
In un comunicato ufficiale, un portavoce di PMC ha dichiarato che l'azione legale "conferma l'irrazionalità che il settore si aspetta ormai da un'organizzazione defunta", aggiungendo che la transazione si è conclusa regolarmente oltre tre anni fa ottenendo tutte le autorizzazioni necessarie. Secondo l'editore, l'unico vero obiettivo di questo contenzioso sarebbe quello di strappare inviti per il red carpet e risorse finanziarie alla Golden Globe Foundation, l'ente benefico nato dalle ceneri dell'operazione.
Il processo di dissoluzione formale della HFPA era stato congelato dallo stesso consiglio di amministrazione lo scorso anno proprio per indagare sui presunti conflitti d'interesse legati alla vendita.
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