Alien ha insegnato una cosa importante a Sigourney Weaver (e a tutte le donne)

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Sigourney Weaver è un caso raro nel cinema hollywoodiano. Ha saputo costruire una carriera straordinaria, ma non ha mai sacrificato l'integrità artistica sull'altare della popolarità. E molti attori di Hollywood avrebbero fatto carte false pur di poter vantare una carriera come la sua.

Dalla sua folgorante apparizione in Alien, fino a incursioni nella commedia con Ghostbusters e nella fantascienza con Avatar, l'attrice statunitense ha dimostrato una versatilità che non può non destare ammirazione nei cinefili (e non solo).

Weaver ha incarnato eroine fragili ma indomabili, antieroi sfaccettati, madri cosmiche e creature al limite dell'umano, sempre con quell'eleganza un po' aliena che è ormai il suo marchio di fabbrica. Ma è il suo personaggio più famoso, quello di Ellen Ripley in Alien, che continua a seguirla come un'ombra affettuosa. Un'icona. Un archetipo. Un simbolo di emancipazione femminile nato quasi per caso e diventato, decenni dopo, un modello ancora attualissimo.

Weaver lo sa, e non fa nulla per dribblare la questione. Anzi. Ora più che mai Ripley è per lei una sorta di bussola morale.

La genesi fortuita di un mito

In questi giorni Weaver è nel pieno di un periodo molto intenso. Tra il tour promozionale di Avatar - Fuoco e cenere e la partecipazione al Red See International Film Festival in Arabia Saudita, l'attrice ha trovato il tempo d dialogare con il pubblico e di ripercorrere i momenti più decisivi della sua carriera.

Una scena del film. Copyright by Twentieth Century Fox and other relevant production studios and distributors

E inevitabilmente, di tornare a parlare di quella giovane donna che nel lontano 1979 nessuno si aspettava potesse diventare l'ultima sopravvissuta della Nostromo.

Sul palco, Weaver racconta la genesi quasi fortuita del mito di Ripley. "Gli sceneggiatori avevano fatto una cosa interessante. Era una sceneggiatura con 10 uomini, credo, e così hanno deciso di trasformarlo in un gruppo misto nello spazio, come sporchi camionisti nello spazio. E pensavano che il pubblico non avrebbe mai sospettato che la giovane donna sarebbe stata l'eroina, essenzialmente la sopravvissuta".

Una scelta narrativa, quindi, che si rivelò rivoluzionaria. "Non stavamo cercando di fare un grande passo avanti femminista, [anche se] in qualche modo si è rivelato essere così. Mi rendo conto ora che era avanti rispetto ai tempi, purtroppo, come tutti i film dell'epoca. Ma amavo il personaggio di Ripley. È incredibile per me quanto sia stato influente. Credo sia perché ci ricorda tutti che possiamo fare affidamento su noi stessi, e non abbiamo bisogno che un uomo arrivi volando a salvarci o qualcosa del genere". Per Weaver, "le donne sono la colla che tiene insieme il mondo".

Un film femminista?

Certo è che quando uscì, nessuno definì Alien un film femminista. Non c'erano slogan, rivendicazioni o proclami programmatici. Era, almeno in apparenza, un horror spaziale raffinato, un thriller claustrofobico immerso in un'estetica industriale che ancora oggi ispira registi da ogni parte del mondo.

Ma è indubbio che sia tratti a tutti gli effetti di un'opera sottilmente rivoluzionaria nella rappresentazione dell'identità femminile e del corpo come territorio politico. Un film che, forse senza volerlo, ha aperto la strada a un immaginario nuovo.

Ripley è un'eroina diversa. Pragmatica, silenziosa, ostinata, distante dalle derive erotizzanti o decorative riservate alle donne nei film di genere dell'epoca. Ripley non seduce, non si sacrifica per marcare la propria purezza. Sopravvive. E sopravvive perché pensa, osserva, agisce. La sua forza non è spettacolare ma etica; è la forza di una donna che prende decisioni corrette mentre l'autorità maschile intorno a lei ignora i protocolli e cede all'hybris.

Il femminismo di Alien passa anche da qui. Da un personaggio femminile che non ha bisogno di essere raccontato come "donna" ma semplicemente come essere umano complesso e competente.

Femminista o meno, potrebbero esserci presto buone notizie per i fan del capolavoro anni Settanta. Weaver ha confermato che un possibile Alien 5 rimane possibile, ma occhio ai facili entusiasmi. L'attrice ha infatti precisato che "Ripley merita una pausa". Un ritorno della celebra saga, quindi, sembra (per ora) lontano.

Foto copertina: Copyright by Twentieth Century Fox and other relevant production studios and distributors

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