Ambra Angiolini ferma la tournée a Lodi e rompe il silenzio sui social: "Questo è il nostro bellissimo lavoro"
Ambra Angiolini annulla lo spettacolo a Lodi per lo sciopero nazionale dei teatri: sui social spiega la sua scelta e difende i diritti dei lavoratori.
Lo spettacolo di Ambra Angiolini previsto per martedì 27 ottobre 2026 al Teatro alle Vigne di Lodi non è andato in scena. La decisione non è stata legata a problemi di salute dell’attrice, ma alla partecipazione a una mobilitazione nazionale del settore teatrale. Al centro della protesta ci sono le condizioni economiche e lavorative di chi contribuisce alla realizzazione degli spettacoli. Angiolini ha scelto di sostenere apertamente la causa, spiegando sui social perché ritiene importante difendere il mondo della cultura. Una presa di posizione che ha portato alla cancellazione di un appuntamento atteso dal pubblico, destinato ad aprire la nuova stagione del teatro lodigiano.
La protesta nasce da una situazione contrattuale che il settore considera ormai insostenibile. Dopo anni di trattative, il rinnovo del contratto non ha ancora trovato una soluzione condivisa e le retribuzioni risultano ferme al 2020, secondo quanto denunciato dai sindacati. A questo si aggiungono l’aumento del costo della vita, la discontinuità degli ingaggi e la precarietà che caratterizza molte professioni dello spettacolo. Lo sciopero non riguarda soltanto gli attori più conosciuti, ma coinvolge l’intera filiera teatrale, compreso il personale tecnico, amministrativo e organizzativo. L’obiettivo è richiamare l’attenzione sulle condizioni di chi rende possibile ogni rappresentazione, anche quando il suo contributo rimane lontano dai riflettori.
A spiegare pubblicamente la propria scelta è stata la stessa Ambra Angiolini, che ha affidato a Instagram un messaggio dedicato al valore del teatro e delle persone che lo animano. L’attrice ha sottolineato come il palcoscenico possa essere uno spazio in cui coltivare sensibilità, pensiero critico e rispetto reciproco, in un momento in cui il dibattito pubblico appare spesso dominato da aggressività e giudizi superficiali. A suo avviso, sostenere chi lavora nella cultura significa anche proteggere luoghi in cui le persone possono incontrarsi, emozionarsi e riconoscersi. Nel suo intervento ha ringraziato la compagnia e i collaboratori che ogni giorno contribuiscono alla realizzazione dello spettacolo, ribadendo il senso collettivo della mobilitazione.