Angeli e Demoni la spiegazione del finale: cos'ha fatto il Camerlengo e chi c'è dietro gli Illuminati
Angeli e Demoni finale spiegato: cosa ha fatto il Camerlengo McKenna e come è stato architettato il complotto degli Illuminati.
Angeli e Demoni è andato in onda ieri sera su Rai 2 e se vi siete addormentati prima del finale, se non avete collegati tutti i puntini o se la Rai ha deciso di tagliare il film sul più bello, ecco una spiegazione di ciò che succede a Robert Langdon proprio alla fine. Quando il personaggio interpretato da Tom Hanks arriva in Vaticano per decifrare i simboli lasciati dagli Illuminati, tutto sembra puntare verso un'antica vendetta: una setta segreta che vuole distruggere la Chiesa cattolica nel momento più delicato, durante l'elezione del nuovo Papa. Ma il finale del film ribalta completamente questa narrazione, svelando che dietro il complotto non si nasconde un nemico esterno, bensì qualcuno molto più vicino al cuore della Chiesa.
La svolta arriva quando Langdon e Vittoria recuperano il cardinale Baggia dalla Fontana dei Quattro Fiumi, impedendogli di annegare. È l'unico dei quattro preferiti papabili a sopravvivere. Seguendo le tracce dell'assassino, scoprono che i cardinali erano stati tenuti prigionieri a Castel Sant'Angelo, dove trovano i marchi utilizzati per i delitti rituali. Ma c'è un quinto simbolo, quello destinato al Camerlengo stesso. Tornati in Vaticano, la scena che trovano sembra confermare ogni sospetto: McKenna è ferito, marchiato sul petto, e il comandante della Guardia Svizzera Richter gli punta contro una pistola. Tutto indica che Richter faccia parte del complotto.
Le Guardie sparano, uccidendo Richter insieme all'arcivescovo Simeon. Ma prima di morire, il comandante riesce a consegnare una chiave a Langdon. È un gesto disperato, l'ultimo tentativo di far emergere la verità. Quella chiave apre l'accesso alle registrazioni di sicurezza che cambiano completamente il significato di ogni evento accaduto fino a quel momento. Le immagini mostrano che Richter non stava complottando: stava indagando su McKenna. Il Camerlengo aveva architettato tutto dall'inizio.
L'obiettivo era duplice: eliminare chi voleva cambiare la Chiesa e presentarsi come il salvatore che l'aveva difesa nel momento del pericolo. Ogni elemento del piano era calibrato per questo. Gli omicidi rituali servivano a creare terrore e a richiamare un nemico antico, facilmente identificabile. Il furto dell'antimateria aggiungeva il peso simbolico della scienza come minaccia. E il Camerlengo si procurava personalmente le ferite, marchiandosi con il simbolo degli Illuminati per apparire come vittima e martire.
Il momento culminante della messinscena è l'esplosione dell'antimateria. Quando il cilindro viene trovato nella tomba di San Pietro, mancano pochi minuti alla detonazione. McKenna, ex pilota dell'esercito, prende personalmente il contenitore, sale su un elicottero e lo porta sopra Roma. Si lancia con il paracadute pochi istanti prima che l'antimateria esploda in cielo, salvando la città. L'atterraggio in Piazza San Pietro è trionfale: la folla lo accoglie come un eroe, qualcuno invoca addirittura la sua elezione a Papa per acclamazione. È il momento della sua vittoria, l'apoteosi del piano perfetto.
Eppure il Vaticano decide di non rivelare la verità completa al mondo. Ufficialmente McKenna è morto per le ferite riportate dopo il lancio dall'elicottero, conservando la sua immagine eroica. La Chiesa preferisce proteggere la propria stabilità piuttosto che esporre il tradimento interno. Questa scelta finale aggiunge un livello di ambiguità morale: la verità è stata scoperta, ma viene subordinata alla necessità di preservare l'istituzione.
Il conclave elegge quindi il cardinale Baggia, salvato da Langdon, che assume il nome di Papa Luca. La scelta del nome non è casuale: San Luca era medico oltre che evangelista, rappresenta proprio quel dialogo tra scienza e fede che McKenna aveva cercato disperatamente di impedire. Il nuovo Papa incarna la visione progressista di Pio XVI, quella stessa apertura per cui erano morti lui e i cardinali. In un certo senso, il piano di McKenna fallisce completamente nel suo obiettivo ideologico, anche se la sua immagine pubblica rimane intatta.
Il finale di Angeli e Demoni, come quello di Il Codice Da Vinci (nonostante l'errore della Rai di cancellarlo) funziona perché non si limita a svelare chi è il colpevole, ma ribalta il significato di tutto ciò che abbiamo visto. Gli Illuminati, la grande minaccia che ha guidato l'intera narrazione, erano solo il diversivo perfetto creato da McKenna. Non c'era nessuna antica vendetta, nessuna guerra segolare. C'era solo un uomo che aveva costruito il nemico perfetto per trasformarsi nel salvatore della Chiesa che lui stesso aveva messo in pericolo.