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Rai 2 taglia il finale del Codice Da Vinci per il calcio: rivolta social degli spettatori

Rai 2 interrompe Il Codice Da Vinci a 5 minuti dal finale: errore tecnico lascia migliaia di spettatori senza la risoluzione. Polemiche social e scuse ufficiali.

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La serata di lunedì 24 agosto 2026 passerà alla storia come uno dei passi falsi più clamorosi della televisione pubblica italiana. Migliaia di spettatori si sono sintonizzati su Rai 2 per seguire Il Codice Da Vinci, il thriller del 2006 diretto da Ron Howard con Tom Hanks, tratto dal best seller mondiale di Dan Brown. Ma proprio quando Robert Langdon stava per svelare il segreto del Sacro Graal a un passo dal finale, il film si è interrotto bruscamente, lasciando posto agli spot pubblicitari e poi a Il Processo al 90°, il programma di approfondimento calcistico.

Il film è stato tagliato esattamente nel momento più frustrante possibile: quando il protagonista si avvicina alla soluzione dell'enigma che ha guidato l'intera narrazione. Gli spettatori non hanno potuto vedere la rivelazione che il Sacro Graal è in realtà la tomba di Maria Maddalena, sepolta sotto la piramide del museo del Louvre a Parigi. Hanno investito oltre due ore davanti allo schermo seguendo indizi, inseguimenti e misteri per poi ritrovarsi senza risposta, con il telecomando in mano e una comprensibile sensazione di essere stati presi in giro.

La reazione sui social non si è fatta attendere. Su X, gli utenti hanno fatto a gara per ironizzare sull'accaduto. "Stasera Il Codice Da Vinci aveva un mistero in più. Non quello del Graal, ma che fine abbia fatto il finale del film", ha scritto un telespettatore. Altri hanno sottolineato il paradosso di trasmettere un film costruito interamente attorno alla risoluzione di un enigma per poi negare proprio quella risoluzione. C'è chi ha parlato di mancanza di rispetto per chi paga il canone, chi ha definito la scelta "brutale" considerando che Rai 2 aveva pubblicizzato per giorni la messa in onda della trilogia di Dan Brown.

Ma cosa è successo davvero nei meccanismi della programmazione Rai? A fare chiarezza è intervenuto martedì mattina Adriano De Maio, direttore della sezione Cinema e Serie TV della Rai, con delle scuse ufficiali che hanno provato a spiegare il disservizio. "La messa in onda di un film o di un programma registrato è sottoposta ad una serie di lavorazioni complesse, affidate anche ad alcune sequenze alfanumeriche", ha dichiarato De Maio. "Tutto questo per quarantamila ore di cinema l'anno trasmesse da Rai. Ma l'errore umano o delle macchine che noi dovremmo governare non può e non deve ricadere sul nostro pubblico".

In sostanza, si è trattato di un errore tecnico. Le quarantamila ore di cinema trasmesse annualmente dalla Rai passano attraverso procedure automatizzate gestite da codici alfanumerici che regolano tempi, tagli pubblicitari e passaggi tra un programma e l'altro. In questo caso, qualcosa è andato storto: una sequenza sbagliata, un timing non verificato, un controllo umano che non ha intercettato il problema prima della messa in onda. Il risultato è stato un film monco, privato delle scene conclusive proprio mentre stava per chiudere il cerchio narrativo.

Il Codice Da Vinci non è un film qualsiasi. Uscito nel 2006, ha incassato oltre 750 milioni di dollari in tutto il mondo e ha scatenato polemiche, dibattiti religiosi e un fenomeno culturale di massa. La storia del professor Langdon che indaga sull'omicidio del curatore del Louvre, scoprendo una cospirazione secolare legata alla discendenza di Gesù Cristo, ha appassionato milioni di persone. Un film ricco di curiosità e fatti interessanti e privare il pubblico della risoluzione di quella trama equivale a interrompere un giallo di Agatha Christie cinque pagine prima di scoprire l'assassino.

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