Anteprime supercontrollate
Un critico di Time non viene fatto entrare alla proiezione di Terminator Salvation per via del suo iPhone, nonostante lavori per lo stesso gruppo editoriale. E volete sapere quanto si spende per questi servizi antipirateria?
Fonte: Varie
Va detto che, spesso, la richiesta di un servizio antipirateria viene fatta direttamente dagli Stati Uniti e i distributori italiani non possono fare altro che soddisfarla. E che il problema, ultimamente, è più che altro la possibilità di registrare l'audio italiano, da inserire poi in una copia straniera, tanto che molti adesso stanno passando alle proiezioni in lingua originale (cosa peraltro ottima per chi scrive, anche se giudicare un film senza sapere il doppiaggio che il pubblico sentirà non è semplicissimo).
Il tutto, ovviamente, produce situazioni bizzarre. Giornalisti importanti (ma che rientrano anche nella categoria 'bambini viziati') che tentano disperatamente di tenersi il cellulare e trattano male persone che fanno solo il loro lavoro (magari stupido, ma mica lo decidono loro) con il solito complesso da "lei non sa chi sono io" (che peraltro dovrebbe far pensare a chi lo adotta, "forse c'è una buona ragione per cui non sanno chi sono"). E giornalisti che, una volta entrati in sala, continuano a lamentarsi per cinque minuti della privazione che hanno subito, neanche avessero chiesto loro di lasciare all'entrata non il cellulare ma un rene.
Insomma, l'impressione è che come tante cose che si fanno nel nostro Paese, nessuno abbia il coraggio/possibilità di dire ai propri capi (italiani ed esteri) "scusate, ma non possiamo spendere meglio i nostri soldi?" e quindi si continua a farlo. Tutta questa lunga premessa serve per far capire come la notizia del critico del Time che non può entrare alla proiezione di Terminator Salvation (pellicola Warner, quindi stesso gruppo editoriale) è un po' paradossale e forse il fatto che sia stata comunicata su Twitter non la rende chiarissima. James Poniewozik, giornalista del prestigioso settimanale, ha scoperto ieri che a queste proiezioni bisogna lasciare il cellulare all'ingresso? E perché si rifiuta solo ora, dopo che la pratica va avanti da ormai diversi anni? E se c'è una regola fissa a riguardo, per quanto stupida, perché lui ritiene di avere maggiore diritto degli altri a non rispettarla? Sarebbe curioso saperlo, perché se la scelta delle major è ovviamente uno spreco di tempo e denaro, non sembra questo il miglior modo di denunciarla...
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