Incentivi, bonus & felicità: cosa ha detto Nanni Moretti, cosa vuole fare il nuovo ministro della cultura
Nel giorno in cui il ministro Sangiuliano annuncia una prima forma di bonus per le sale, Nanni Moretti ha parlato da esercente
Non parla spesso di bonus statali o in qualità di esercente Nanni Moretti e così scopriamo ora che il suo Nuovo Sacher perde 50.000 euro l’anno, ma viene tenuto in vita così com’è (come un monosala, cosa che nelle stesse parole di Nanni Moretti è una delle cause di questo ammanco) dalle finanze della Sacher che ha guadagni da altre parti (non lo dice ma è facile supporre nella produzione di film) ma che non potrebbe permettersi di investire ogni anno più di 50.000 euro in quella sala.
La necessità di un intervento da più in alto, uno strutturale che metta a punto e sistemi il funzionamento dell’industria in un momento in cui tutto è così cambiato che ha poco senso che tutto rimanga uguale a prima, chiama in causa il ministero della cultura. Sotto la lunga direzione Franceschini (in carica dal 2014 al 2021 con un’interruzione di un anno circa) il ministero ha approvato una nuova legge cinema nel 2017 che ha aiutato molto l’internazionalizzazione dei nostri film, ne ha aumentato i budget, ha previsto sistemi che premiano il merito (commerciale, festivaliero o internazionale) e ha anche causato un aumento di film prodotti che va sistemato e facciamo fatica a gestire.
Il nuovo ministro, Gennaro Sangiuliano, ha già annunciato che per aiutare i cinema ci saranno a disposizione 10 milioni di euro (più o meno il budget di Diabolik) per riportare le persone in sala. Non un’idea strutturale, cioè non un cambiamento da apportare alla maniera in cui i film sono veicolati, ma dei soldi in bocca. O meglio, nemmeno troppo in bocca, perché questi 10 milioni finanzieranno uno sconto, faranno in modo che agli spettatori i biglietti costino 3 o 4 euro di meno. Quasi la metà. A patto che vengano acquistati con lo SPID. Il che rende la misura inutile. Per eccesso di farraginosità.
Al momento solo Marco Bellocchio (82 anni), parlando ad AdnKronos, si è detto favorevole a questi contributi che abbassano il costo del biglietto (ma non ha commentato il fatto che servirà lo SPID) sostenendo:
Può essere una via di ripartenza per il cinema. E’ stato constatato che in quella settimana in cui i biglietti erano stati ridotti c’era stata un’affluenza maggiore di giovani. Se il problema principale è di mandare al cinema più gente, ridurre il costo dei biglietti penso che sia un piccolo mezzo però efficace.
Quello a cui fa riferimento è l’esperimento del Cinema in Festa ovvero i giorni in cui i cinema hanno ridotto i loro biglietti come forma promozionale e di incentivo e che hanno visto un’ottima affluenza nelle sale come riportato da tutti gli operatori del settore. Ma, sempre a detta degli operatori, una buona fetta di quell’esito positivo era frutto del fatto che la promozione fosse un evento e stimolasse ad approfittarne.
Infine ha fatto discutere più di tutto (come sempre avviene) la notazione di Moretti meno pragmatica e più soggettiva, cioè il fatto che lui non veda un bel clima intorno al cinema:
Tutti sono abbacchiati, lo spazio per le recensioni è sempre più piccolo fino a scomparire, ci vorrebbe un clima che faccia capire che è una cosa bella e quelli che non vanno al cinema non sanno quello che si perdono. Questo abbacchiamento, avvilimento prende un po’ tutti: esercenti, distributori, spettatori, giornalisti.
A questo aggiunge il paragone con il festival di Sanremo di cui lui legge su Repubblica attraverso gli articoli di Gino Castaldo ed Ernesto Assante che sono divertenti e divertiti, appassionati e gioiosi. Questo non lo vede per il cinema.
Il resto, il grosso, sta altrove e si informa altrove dove plausibilmente trova anche un altro modo di parlare e raccontare il cinema.