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Attrazione Fatale: dopo quarant'anni, spunta il nudo frontale di Michael Douglas nascosto nel film

Il regista Adrian Lyne ha rivelato che all'interno di Attrazione Fatale, si nasconde un piccolo fotogramma in cui si può vedere le parti intime di Michael Douglas.

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A quasi quarant'anni dalla sua uscita, Attrazione fatale continua a far parlare di sé. Non per una nuova interpretazione critica o per un remake annunciato, ma per un retroscena che il regista Adrian Lyne ha finalmente deciso di rivelarlo al pubblico. Dopo aver tenuto una proiezione di Unfaithful (2002) presso l'Academy Museum, il cineasta ha svelato un particolare decisamente curioso legato a una delle scene più celebri del thriller del 1987: per un solo fotogramma, le parti intime di Michael Douglas sarebbero rimaste visibili sullo schermo.

La rivelazione riguarda la prima scena intima tra Dan Gallagher, interpretato da Douglas, e Alex Forrest, il personaggio affidato a Glenn Close. Una sequenza che all'epoca fece discutere per l'intensità e per la scelta della location, decisamente insolita rispetto ai canoni hollywoodiani: non una camera da letto, ma la cucina della donna, con l'azione che si svolge attorno al lavello. Una scelta che lo stesso Lyne ha ammesso in quanto, rispetto ai classici camere da letto, le trova più naturali oltre a poter inserire elementi potenzialmente divertente.

Attrazione Fatale - Paramount Pictures

Proprio durante le riprese di quella sequenza si verificò un piccolo incidente sul set. Douglas stava cercando di levarsi i pantaloni ma rimase impigliato durante la ripresa, non riuscendo a toglierseli come era previsto nel copione. Glenn Close, completamente sorpresa, cominciò a ridere e l'attore, prima di continuare, chiese al regista se ciò che hanno appena girato era ciò che voleva catturare.

Lyne ha raccontato che la situazione produsse un dettaglio rimasto praticamente invisibile nel montaggio finale. Con un candore che ha sorpreso i presenti alla proiezione, il regista ha affermato:

"C'è un fotogramma, un solo fotogramma, in cui si vedono le sue palle". -Adrian Lyne a Comingsoon.net

Una frazione di secondo che per quasi quattro decenni è passata inosservata agli occhi del pubblico, nascosta nel flusso della sequenza. Una cosa che è la prassi se dietro il montaggio c'è un grande montatore e quando c'è una decisione artistica ben precisa da parte del regista.

Attrazione Fatele - Paramount Pictures

Ma perché Lyne decise di mantenere quella inquadratura nel montaggio finale? La risposta risiede nella sua filosofia registica riguardo alle scene intime. Il cineasta britannico è convinto che l'umorismo sia un elemento fondamentale anche nei momenti più sensuali di un film.

"Penso che debba esserci sempre umorismo. È davvero importante, perché le persone, specialmente in Inghilterra e in America, sono un po' imbarazzate. Quindi, se non dai loro qualcosa di cui ridere, rideranno di te, e allora sei fregato"-Adrian Lyne a Comingsoon.net.

Inserire un momento divertente può essere utile soprattutto quando si lavora con situazioni particolarmente intime. Senza quella componente, secondo il regista, il pubblico potrebbe reagire ridendo proprio perché percepisce la scena come eccessivamente costruita o artificiale. Il piccolo incidente con Douglas finì quindi per diventare esattamente quel tipo di momento che Lyne riteneva prezioso: qualcosa di spontaneo, nato sul set e capace di spezzare la tensione.

Attrazione Fatele - Paramount Pictures

A distanza di quasi quattro decenni, il racconto di Adrian Lyne aggiunge un retroscena decisamente più leggero alla storia del film. Un piccolo incidente avvenuto durante una scena intima, una risata spontanea di Glenn Close e un singolo fotogramma che, secondo il regista, mostrava accidentalmente le parti intime di Michael Douglas. Un dettaglio che nessuno aveva mai notato, nascosto in bella vista per 39 anni, e che oggi diventa l'ennesima curiosità legata a un film che ha segnato un'epoca del cinema thriller americano.

La rivelazione di Lyne dimostra come anche le produzioni hollywoodiane più controllate possano contenere piccoli segreti, momenti di spontaneità che sfuggono al processo di revisione e che, a conti fatti, contribuiscono a dare autenticità a ciò che vediamo sullo schermo. Quell'unico fotogramma rimane un promemoria del fatto che il cinema, nonostante tutta la sua costruzione artificiosa, è fatto anche di accidenti felici, di risate fuori copione e di decisioni prese sul momento che poi diventano parte integrante dell'opera finita.

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