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Ballando con le stelle, Monica Guerritore racconta la delusione per i David di Donatello: "Mi sono ammalata"

Monica Guerritore si racconta a Ballando con le stelle e rivela il dolore per le mancate candidature ai David di Donatello del film Anna.

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La mancata candidatura ai David di Donatello per Anna è ancora una ferita aperta per Monica Guerritore. L'attrice, protagonista di Ballando con le stelle insieme al maestro Luca Urso, ha affrontato un tema molto personale durante la puntata di sabato 31 ottobre 2026. Nel corso di un momento di confidenza in sala prove, ha parlato del dolore provato per il mancato riconoscimento al suo primo film da regista. Un'esperienza professionale che, a suo racconto, ha avuto un impatto emotivo profondissimo, tanto da intrecciarsi con il periodo della malattia. Le sue parole hanno colpito il pubblico e riportato l'attenzione su una vicenda che l'attrice aveva già condiviso nelle scorse settimane.

"La cosa peggiore è non essere compresi, riconosciuti, soprattutto nel lavoro che si fa" è da questa riflessione che Guerritore ha iniziato il suo racconto davanti a Luca Urso. L'attrice ha spiegato quanto possa essere doloroso sentirsi ignorati dopo aver investito energie, passione e sensibilità in un progetto artistico.

Poi è arrivata la confessione più forte: "Mi sono ammalata perché non ho avuto nemmeno una candidatura ai David di Donatello, che sono 20 premi, per Anna". Guerritore ha descritto quella delusione come una sensazione di gelo interiore, ricordando di essersi sentita profondamente ferita. Ha anche precisato che non esiste una spiegazione diretta per l'aumento di un marker tumorale, aggiungendo però che, secondo la sua percezione, in situazioni di forte sofferenza emotiva le difese possono abbassarsi.

Al centro della vicenda c'è Anna, il film che segna il debutto di Monica Guerritore dietro la macchina da presa. L'attrice ha interpretato Anna Magnani, una delle figure più importanti della storia del cinema italiano, scegliendo di raccontarne un episodio particolare della sua vita. La storia si concentra sulla notte del 21 marzo 1956, quando Magnani ricevette il Premio Oscar come migliore attrice protagonista per La rosa tatuata.

Mentre a Hollywood veniva celebrato il suo successo, l'attrice si trovava a Roma, nella propria abitazione, in attesa di conoscere l'esito attraverso una telefonata. Guerritore ha ricordato che la mancata candidatura ai David non riguardava soltanto un possibile riconoscimento personale, il film avrebbe potuto concorrere in venti diverse categorie. È proprio questo aspetto ad aver reso ancora più amara la delusione per il lavoro realizzato.

La confessione è arrivata dopo un'altra serata particolarmente emozionante per Guerritore, che nella puntata precedente si era commossa ascoltando i commenti della giuria. L'attrice ha spiegato di essersi sentita accolta e di aver percepito sincerità nelle parole ricevute. Un riconoscimento umano che ha assunto un significato speciale alla luce della sua sensibilità rispetto al giudizio sul proprio lavoro. Subito dopo il racconto, lei e Luca Urso sono scesi in pista con uno Slowfox, passando così dal momento di forte intensità emotiva alla competizione vera e propria.

Anche i giurati hanno reagito alla confessione. Barbara D'Urso ha sottolineato quanto possa essere doloroso non ricevere un riconoscimento quando si è investito tanto nella propria professione e nella propria vita, definendo particolarmente significativa la contrapposizione tra il freddo descritto da Guerritore e il valore della vita. Alberto Matano ha evidenziato la bravura dell'attrice. Più critico Ivan Zazzaroni, che non ha apprezzato completamente lo Slowfox, giudicandolo troppo cupo. Una serata che ha riportato al centro non soltanto la gara di ballo, ma anche il percorso personale e artistico di Monica Guerritore.

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