Batman: The Imposter potrebbe tornare, lo sceneggiatore di The Batman 2 rompe il silenzio
Mattson Tomlin lascia intendere un possibile ritorno di Batman: The Imposter. Lo sceneggiatore di The Batman 2 apre alla realizzazione di un sequel della miniserie.
Mattson Tomlin, sceneggiatore di The Batman: Part 2 al fianco di Matt Reeves, ha recentemente acceso le speranze dei fan lasciando intendere che potrebbe esserci spazio per un nuovo capitolo di Batman: The Imposter, la sua acclamata miniserie a fumetti. La notizia arriva attraverso una risposta apparentemente innocua su Twitter/X, ma che ha sufficiente sostanza per alimentare speculazioni concrete su un possibile sequel.
Quando un lettore ha chiesto se avremmo rivisto la versione del personaggio presentata in Batman: The Imposter, Tomlin ha risposto con un laconico ma significativo "È possibile". Per chi conosce le dinamiche dell'industria dell'intrattenimento, dove gli autori devono navigare costantemente tra NDA e ambiguità strategica, questa affermazione è tutt'altro che un rifiuto. Anzi, rappresenta un'apertura che raramente viene concessa senza una ragione.
Batman: The Imposter, pubblicata come miniserie in tre numeri, si è distinta nel panorama fumettistico per il suo approccio maturo e oscuro al Cavaliere Oscuro. La storia segue Batman e la detective del GCPD Blair Wong mentre indagano su un misterioso "impostore" che veste come l'Uomo Pipistrello ma uccide senza pietà. Non esiste alcuna connessione narrativa diretta con The Batman di Matt Reeves, eppure le due opere condividono un DNA stilistico inconfondibile: entrambe ritraggono Bruce Wayne nei suoi primi anni da vigilante, quando è ancora vulnerabile, isolato e alle prese con la costruzione della sua identità criminale.
La miniserie elimina ogni traccia di fantasia whimsical che ha caratterizzato alcune interpretazioni del personaggio, optando invece per un noir sporco, realistico, dove la violenza ha conseguenze tangibili e la psicologia dei personaggi viene esplorata con profondità inusuale. È questo approccio grounded che ha reso Batman: The Imposter una lettura così apprezzata, fungendo da perfetto precursore spirituale al film di Reeves, pur essendo nata come opera autonoma.
Se Tomlin decidesse davvero di sviluppare un seguito, la domanda più intrigante riguarda quali personaggi sceglierebbe di introdurre. Proprio come i fan speculano febbrilmente su chi verrà inserito nel cast di The Batman: Part 2, un'eventuale Batman: The Imposter 2 offrirebbe l'opportunità di vedere versioni inedite di figure iconiche dell'universo DC, filtrate attraverso quella lente cupa e realistica che ha reso la prima serie così distintiva. Come rappresenterebbe Tomlin personaggi classici in questo contesto privo di elementi fantastici, dove ogni scelta narrativa privilegia la verosimiglianza sulla spettacolarità supereroistica?
Mattson Tomlin ha dimostrato con la sua miniserie di possedere una comprensione profonda di cosa renda Batman un personaggio affascinante quando viene spogliato dei gadget miracolosi e dei superpoteri mascherati da "preparazione". Il suo Batman è umano, fallibile, tormentato da scelte difficili in un mondo che non offre risposte facili. È una versione del personaggio che risuona con chi apprezza il noir classico e il crime drama psicologico più che il fumetto supereroístico tradizionale.
La risposta di Tomlin, pur nella sua brevità, contiene abbastanza ottimismo da suggerire che l'autore stesso potrebbe essere interessato a tornare in quel mondo. Creare una storia autoconclusiva così ben realizzata come la prima miniserie comporta sempre il rischio di rovinarla con un seguito inferiore, ma significa anche aver costruito fondamenta narrative solide su cui potenzialmente espandere. Se qualcuno ha le competenze per farlo rispettando l'integrità dell'originale, è proprio l'autore che l'ha concepita.