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Bisognerà vedere Blade Runner prima di Blade Runner 2099? Michelle Yeoh chiarisce finalmente il dubbio

Michelle Yeoh svela il rapporto tra Blade Runner 2099 e i film di Ridley Scott e Denis Villeneuve, chiarendo cosa servirà sapere prima della serie.

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Per entrare nel mondo di Blade Runner 2099 non servirà fare i compiti a casa. La nuova serie di Prime Video arriverà a novembre portando avanti uno degli universi fantascientifici più importanti della storia del cinema, ma con una scelta precisa: anche chi non ha mai visto il Blade Runner di Ridley Scott potrà seguire la storia senza problemi. A chiarirlo è stata Michelle Yeoh, protagonista della serie insieme a Hunter Schafer. Intervistata durante il Toronto International Film Festival, l'attrice ha spiegato di essere rimasta colpita proprio dalla capacità di Blade Runner 2099 di raccontare il proprio mondo senza pretendere che lo spettatore conosca tutto ciò che è accaduto prima.

Non è necessario aver visto Blade Runner. Non è necessario aver visto Blade Runner 2049”. Una dichiarazione che potrebbe sembrare sorprendente considerando quanto la nuova produzione sia legata ai due film. Blade Runner 2099, come suggerisce il titolo, si svolge infatti cinquant'anni dopo Blade Runner 2049, il sequel diretto da Denis Villeneuve, e quindi oltre un secolo dopo gli eventi raccontati dal classico di Ridley Scott.

Eppure l'obiettivo sembra essere proprio quello di aprire questo universo a una nuova generazione. Yeoh ha spiegato che la serie fornirà allo spettatore tutto ciò che serve per comprenderne il mondo e i personaggi mentre la storia procede, senza trasformare i film precedenti in una visione obbligatoria.

“Quando la storia comincia a svilupparsi, si capisce cosa sta succedendo. Ed è proprio questo che trovo davvero interessante”. - Michelle Yeoh

Blade Runner 2099, fonte: Amazon MGM

La stessa filosofia era già emersa durante il Comic-Con di San Diego, quando il produttore Andrew Kosove aveva spiegato che i fan storici riconosceranno collegamenti, personaggi e linee narrative riconducibili ai primi due film, ma che 2099 è stata progettata contemporaneamente come una porta d'ingresso per chi non conosce ancora il franchise. La nuova Los Angeles, del resto, sarà profondamente diversa da quella lasciata alla fine di Blade Runner 2049. Nel mezzo è accaduto qualcosa di enorme: gli esseri umani hanno perso la guerra contro i Replicanti.

Questi ultimi sono ora diventati la classe dominante della città, mentre gli umani sono scivolati nella condizione di cittadini di seconda categoria. Al centro della storia ci saranno Cora e Olwen. Cora, interpretata da Hunter Schafer, è una fuggitiva umana che cerca disperatamente di sopravvivere e assume una nuova identità fingendosi una Blade Runner. La sua strada finirà per incrociare quella di Olwen, la Replicante interpretata da Michelle Yeoh, ormai vicina alla fine della propria esistenza.

Le due saranno costrette a collaborare per rintracciare un fuggitivo che custodisce una verità capace di mettere in pericolo il fragile equilibrio della città. Una missione che le porterà inevitabilmente a confrontarsi anche con ciò che distingue — o forse non distingue più — esseri umani e Replicanti. Ed è proprio qui che emerge il curioso paradosso delle parole di Michelle Yeoh. Per quanto Blade Runner 2099 non richieda la visione del film originale, la sua interpretazione nasce anche da uno dei personaggi più memorabili creati da Ridley Scott.

Yeoh ha infatti raccontato di essersi ispirata direttamente a Roy Batty, il Replicante interpretato da Rutger Hauer nel film del 1982.

“Ho tratto molta ispirazione dal Blade Runner originale, in particolare da Roy Batty. All'epoca amavo quel personaggio, anche se non lo ammettevo apertamente”. - Michelle Yeoh

Blade Runner 2049, fonte: Sony Pictures

A colpirla era soprattutto la contraddizione alla base del personaggio. I Replicanti dovrebbero essere creature artificiali prive di vera umanità, eppure possiedono ricordi, sviluppano nostalgia e sembrano provare emozioni che rendono sempre più difficile stabilire dove finisca la macchina e cominci l'essere umano.

“Essere un Replicante dovrebbe, in teoria, significare essere privi di umanità. Ma non puoi esserlo davvero, perché hai dei ricordi impiantati in te”. - Michelle Yeoh

Un concetto che sembra destinato a diventare centrale anche per Olwen e che dimostra come la serie non voglia realmente cancellare ciò che è venuto prima. Piuttosto, Blade Runner 2099 vuole costruire qualcosa di nuovo sulle fondamenta lasciate da Scott e Villeneuve, senza trasformarle in una barbiera per gli spettatori. La separazione dal passato riguarderà anche i personaggi. La showrunner Silka Luisa ha già chiarito che Harrison Ford non apparirà nella serie nei panni di Rick Deckard: la volontà dei produttori era infatti quella di prendere le distanze dai protagonisti dei due lungometraggi e lasciare spazio a una nuova storia.

Nel cast, oltre a Michelle Yeoh e Hunter Schafer, figurano Dimitri Abold, Lewis Gribben, Matthew Needham e Johnny Harris. Ridley Scott resta invece coinvolto come produttore esecutivo. Blade Runner 2099 arriverà su Prime Video il 25 novembre 2026, ponendosi come una sorta di film di 8 ore. Chi conosce a memoria Deckard, Roy Batty e K troverà quindi numerosi fili che collegano la serie al passato; chi non ha mai messo piede nella Los Angeles di Blade Runner, invece, potrà iniziare direttamente da qui. Una scelta che potrebbe rivelarsi fondamentale per un franchise nato oltre quarant'anni fa: il passato resterà importante, ma questa volta non sarà un requisito per entrare nel futuro.

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